PERUGIA – Ultima settimana prima delle elezioni e Umbria7 pubblica – in rigoroso ordine alfabetico – le risposte alle cinque domande poste ai cinque candidati sindaco di Perugia.
Abbiamo chiesto ai cinque aspiranti a palazzo dei Priori la loro posizione su alcune rilevanti tematiche: favorevoli o contrari al Nodo di Perugia e al Brt? Quale gestione per il rilancio di Monteluce e quale idea per i debiti delle Comunità montane? E infine, il Comune di Perugia deve pagare la sua quota per l’aeroporto San Francesco o ci deve pensare la Regione?
Qui di seguito, le risposte di Vittoria Ferdinandi, candidata sindaco sostenuta dalle liste Anima Perugia, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Orchestra per la Vittoria, Partito democratico, Pensa Perugia, Perugia per la sanità pubblica.
1.Il tema del “nodino” di Perugia, le strade da realizzare per raggiungere l’acropoli, è fondamentale per la viabilità nei prossimi due decenni.
a. Siete favorevoli e vi impegnate a ricercare i finanziamenti per concludere i lavori nel più breve tempo possibile?
b. Siete contro e intendete ripartire da capo?
c. Avete altre idee?
«Rispetto alle grandi opere la nostra è una posizione laica. Del progetto del Nodo si parla da oltre venti anni. È stato fatto diventare un argomento caldo della campagna elettorale come se spettasse al sindaco decidere se finanziarlo o meno. La verità vera è che se l’opera non torna ad essere considerata di interesse nazionale, e finanziata, continuiamo a parlare di ipotesi del terzo tipo. Nel 2022 il Governo Draghi ha reso disponibili quantomeno 10 milioni di euro per la progettazione e quasi mezzo miliardo di euro come previsione di spesa per avviare il primo stralcio. Il Governo Meloni sia nel 2023 che nel 2024 ha cancellato perfino questa posta virtuale, segno che non lo ritengono così fondamentale come dice Salvini. Se poi, considerato che è ancora inserito nel contratto di programma Mit ANAS 2021-2025, nel futuro, riusciranno a trovare oltre 1 miliardo di euro per realizzarlo, saremo pronti a confrontarci responsabilmente rispetto all’impatto economico e ambientale aprendo un grande confronto con la città. Ma, considerati i tagli che ci aspettano nei prossimi anni già annunciati nella spending review targata Meloni, mi pare abbastanza improbabile. Romizi e Scoccia fino al 2022 erano contrari, ora ne sono diventati i paladini nonostante il progetto divida la città ancor prima che i partiti e le coalizioni. Sono gli stessi che dopo 10 anni non hanno ancora realizzato il raddoppio delle rampe che avrebbe costituito una prima boccata d’ossigeno per i cittadini di Collestrada e Ponte San Giovanni. Perfino la stessa Anas ha espresso dubbi circa gli effetti sul decongestionamento del traffico nella zona più afflitta. Quindi non si tratta di essere pro o contro il Nodo o il Nodino, ma di valutarne l’efficacia in termini di costi e benefici coinvolgendo i cittadini: gli unici che questa amministrazione non ha mai interpellato in proposito. Che poi ci sia un problema traffico tra Collestrada e Ponte San Giovanni è sotto gli occhi di tutti e il progetto delle rampe dotate di pannelli fonoassorbenti deve essere realizzato quanto prima. Ma serve innanzitutto pensare a nuove modalità di accesso alla città. Basta leggere in nostro programma per rendersi conto che le proposte non mancano. Dobbiamo spingere sull’intermodalità mettendo in rete i servizi, utilizzare e valorizzare il trasporto su ferro intensificando le corse da Ponte San Giovanni e puntando, in prospettiva, a realizzare una metropolitana di superficie che serva in particolare la zona nord partendo dai Ponti. La Tranvia a Firenze ha cambiato la modalità di accesso alla città. Noi dobbiamo seguire quella traccia».
2.Il Tram bus, Brt, è un’idea per la quale si è battuta soprattutto la sinistra europea e portata a Perugia col Pnrr. L’opera può essere – a questo punto dell’iter – solo fermata, con eventuali pagamenti di penali.
a. Siete favorevoli a proseguire?
b. Siete contrari all’opera e ritenete utile stopparla anche perdendo soldi?
c. Avete altre idee
«Non credo che i mezzi pubblici elettrici, a basso impatto ambientale, siano di destra o di sinistra. Il Bus Rapid Transit ha un senso solo se è, appunto, rapid, cioè se è nelle condizioni di essere un mezzo che viaggia su corsie preferenziali. A Perugia non sarà così, perché nella foga di intercettare le risorse del PNRR non si è tenuto conto di tanti aspetti esiziali. Ci ritroveremo dei colossi elettrici lunghi 18 metri per 120 posti, che si fermeranno ogni 15 minuti e viaggeranno, quasi per il 70% del tragitto, in mezzo al traffico cittadino. Sospettiamo che le conseguenze su un tratto già congestionato non saranno trascurabili. Non so quale appeal riuscirà ad avere sui cittadini, auspicando che sia stata fatta una attenta valutazione della sostenibilità in termini di costi di gestione dell’investimento, con riferimento al bacino di utenza potenzialmente in grado di essere servito dall’infrastruttura. Fino a qualche giorno fa, neppure il sindaco Romizi conosceva il progetto nel dettaglio. Noi abbiamo dovuto fare un accesso atti per capire meglio. Nel sito internet c’è ancora un’idea vaga del tracciato. Per altro i lavori dovevano essere partiti lo scorso ottobre. Siamo a giugno e stiamo ancora aspettando l’approvazione della variante di via Chiusi. Abbiamo qualche dubbio rispetto al fatto che i lavori possano terminare entro il 2026. Quanto a noi, approfondiremo le carte e valuteremo il da farsi anche in base ad eventuali proroghe concesse a livello europeo. In ogni caso, faremo di tutto affinché non sia un binario morto (e il rischio è alto) studiando e ascoltando i cittadini nonché apportando tutti gli interventi possibili affinché sia più efficace possibile».
3.A Monteluce la Regione ha trovato un buco di 50 milioni e ha operato in questi anni per recuperare, attraverso una società pubblica nazionale, l’area, che adesso però va messa in condizioni di tornare un punto di forza della città. Si deve decidere di sostenere lo sviluppo della zona, non solo con la Casa della salute, la cui realizzazione è già partita, ma anche insistendo per avere altri enti pubblici che investano lì.
a. Siete favorevoli a proseguire nelle linee di rilancio già messe in atto?
b. Siete contrari allo sviluppo dell’area alle condizioni ora fissate?
c. Avete altre idee
«La vicenda articolata e complessa di Monteluce ha avuto a che vedere con un eccesso di finanziarizzazione del sistema pubblico che ha avuto conseguenze anche gravi in tutto il Paese a seguito del crollo delle borse del 2008. Le attività fino ad oggi realizzate sia dal pubblico – studentato, casa della salute – che dal privato – ad esempio il supermarket, la clinica – sono investimenti che vanno nella direzione di valorizzare un’area importante del centro città. Per quanto riguarda gli investimenti pubblici ritengo che gli stessi dovrebbero essere caratterizzati da una forte spinta all’innovazione facendo riferimento al potenziale che l’Università a Perugia può esprimere in termini di opportunità di sviluppo. Riteniamo che quello può essere il luogo in cui localizzare le azioni legate alla Terza Missione dell’Università ovvero quell’insieme di attività di trasferimento scientifico, tecnologico e culturale e di trasformazione produttiva delle conoscenze, che partono da processi di interazione diretta con la società e con il tessuto imprenditoriale, con l’obiettivo di promuovere la crescita economica e sociale del territorio, affinché la conoscenza diventi strumentale per l’ottenimento di benefici di natura sociale, culturale ed economica».
4.Le Comunità montane sono uno dei grandi bubboni dei bilanci a livello regionale dell’Umbria.
a. Siete del parere che solo i Comuni, che sono compresi nella Comunità montana che non riesca a rimettersi in pari con i conti, debbano pagare il debito attraverso una ulteriore tassazione dei propri cittadini?
b. Ritenete che il debito debba essere distribuito pro quota parte per tutti i Comuni della Regione?
c. Avete altre idee
«Sono 24 anni che il Comune di Perugia non fa più parte della Comunità “Monti del Trasimeno e zone omogenee”, così si chiamava l’ente fondato nel 1974 sulla base di una legge regionale del 1972: io sono nata nel 1986. So che l’amministrazione perugina ha continuato ad avvalersi dell’opera della Comunità Montana mediante convenzione per la gestione del verde fino alla più recente costituzione dell’Agenzia Regionale di Forestazione (Afor). In passato la Regione aveva previsto con legge la liquidazione delle Comunità Montane in una logica unitaria con la costituzione di un fondo patrimoniale vincolato (articolo 65 bis della Legge Regionale 18/2011) destinato alla soddisfazione dei creditori delle Comunità Montane che presentano una situazione patrimoniale che non consente la soddisfazione dei creditori. Tale fondo è costituito dai beni non necessari alla liquidazione delle Comunità Montane che evidenziano un surplus patrimoniale. Ciò è previsto dalla legge regionale tuttora in vigore che non è stata modificata in questi ultimi 5 anni e che penso, pertanto, debba essere applicata verificando a conclusione del percorso gli esiti del piano di liquidazione ed i relativi oneri che rimarrebbero, se del caso, a carico dei Comuni costituenti le Comunità Montane “incapienti” come sarebbe quella del Trasimeno. I comuni che ne fanno parte avranno eventualmente la facoltà per poter eccepire tale decisione difronte agli organi competenti. Non capisco però cosa centri questa domanda con le elezioni a Perugia dato che il nostro Comune non è coinvolto in questa vicenda. Diciamo che è una risposta di cultura generale…».
5.Aeroporto. La Regione ha investito molto per il rilancio del “San Francesco” ritenendolo un vettore indispensabile per l’economia e il turismo regionale, ma in particolare per quello di Perugia. Siete dell’idea di contribuire, come richiede la vostra posizione di soci, allo sviluppo dell’aeroporto, una volta superate le attuali problematiche tecniche sul pagamento della quota? O pensate che tocchi alla Regione finanziare l’aeroporto?
E quindi:
a. Siete favorevoli a finanziare l’aeroporto come Comune di Perugia?
b. Siete convinti che spetti alla Regione?
c. Avete altre idee
«Riteniamo strategico supportare la crescita dell’aeroporto andando verso il perseguimento della sostenibilità economico-finanziaria. Siamo dunque favorevoli a finanziare l’aeroporto, come richiede la posizione di socio, individuando tutte le vie percorribili per garantire un concreto sostegno allo scalo. L’aeroporto è un asset fondamentale sia per lo sviluppo territoriale turistico che per il tessuto produttivo. Le principali direttrici di sviluppo da perseguire sono l’ampliamento dell’offerta di rotte, lo sviluppo dell’intermodalità con le altre infrastrutture di trasporto e strategie di riduzione della Co2 (obiettivi netzero emissions promossi da Airport Council International)».


