PERUGIA – Vestita di rosso, la candidata sindaca Vittoria Ferdinandi arriva al Frontone, davanti al monumento simbolo del XX Giugno di Perugia, a bordo dell’autobus che per due giorni ha girato la città, tra canti, feste e tappe in mezzo ai cittadini.
Parla di diritti, di trasporti, di impresa, di famiglie monogenitoriali e disabili, «con una assessora all’Urbanistica che oggi promette di volere una città inclusiva che avrebbe potuto iniziare a costruire ieri», dice senza nominare la rivale al ballottaggio del 23 e 24 giugno.
«Grazie – dice senza voce -, ci siamo regalati dei mesi meravigliosi, i più belli della nostra vita. Dovevo arrivarci con questa voce qui, che dimostra che ci abbiamo messo tutta la voce che avevamo, fino all’ultimo respiro. Come è giusto venga fatto quando si insegue un grande sogno. All’inizio era un sogno di qualche ragazzetto e invece guardate cosa siamo riusciti a fare insieme. Perugia mia, abbiamo deciso di attraversarti casa per casa, persona per persona, per dire che abbiamo voglia di iniziare a prenderci cura della nostra città».
«Abbiamo ascoltato urla singole, che poi si sono tramutate in una grandissimo grido collettivo che diceva “non vogliamo più sentirci così soli”. E a questo urlo noi abbiamo già risposto. Perchè in questi mesi siamo riusciti a creare questo, questa comunità larghissima, che vada come vada rimarrà il più grande patrimonio di questa campagna elettorale».
Partecipazione e un abbraccio collettivo con i suoi tantissimi sostenitori, ma anche una risposta alla coalizione di centrodestra: «L’epoca gentile e moderata di Andrea Romizi è finita: siamo di fronte alla peggiore destra di sempre. Margherita Scoccia è stata capace di burlarsi del mio ricordo del mare con mia madre. La loro cultura è sparare su una ferita aperta. Cosa resta della politica quando perde umanità?». E ancora: «Le mie mani? Molte più carezze che pugni chiusi», ha detto. Con l’ultimo appello sotto il monumento del XX Giugno, prima di lasciar riecheggiare le note di Cento passi dei Modena City Ramblers: «Chi si permette di sottomettere Perugia torna a casa: il 24 Perugia lo dimostrerà. Ora avanti uniti fino alla vittoria: spero essere il sindaco all’altezza dei vostri sogni».
Si è concluso così un tour durato due giorni che ha toccato 13 piazze ed ha raggiunto oltre 10mila persone.























