I segreti della sfida: 40mila contro 40mila/1. Lo strano asse Quartieri alti-Sinistra studentesca spaventa il popolo dei quartieri e delle periferie

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Al primo turno “cruciali” i 3.000 voti riconducibili agli studenti universitari Udu. Il segnale del via libera a Ferdinandi all’inaugurazione dell’Anno accademico. Operazione perfetta? No, la città moderata, anche di centrosinistra, si preoccupa e Scoccia riparte

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Non c’è niente di bello in questo ballottaggio che oppone metà della città all’altra metà, 40mila voti contro gli altri 40mila, e non su programmi ben definiti, uno opposto all’altro, ma in seguito a una operazione di marketing politico che vedeva nella spaccatura in due della città l’unico modo per “vincere”, obiettivo più volte ripetuto (e tuttora) in ogni modo. Come non fosse governare il problema. Come se ci fosse una Coppa in palio.

Ma  è inutile insisterci, meglio raccontare i Segreti di questa campagna dove Perugia non è la questione centrale come dovrebbe essere. Vediamo gli elementi di novità. Iniziamo dal come nasce la candidatura Ferdinandi prima per il centrosinistra, poi per il campo largo e adesso per il campo largo super extra large, dove insieme ci sta l’ultrasinistra (il capo della segreteria della Ferdinandi, Ferroni) insieme con i renziani che fecero il jobs act ora ripudiato dalla Schlein?

Dall’Università un segnale probabilmente decisivo arriva il giorno dell’inaugurazione dell’Anno accademico. La Sinistra studentesca organizzata e guidata dall’Udu è in grado di vincere 70 a 30 le elezioni studentesche. Non ha problemi di accordi con i moderati. Ha la forza di ignorare chi dice che si è passati da “Lotta continua” a “Fiesta continua”. Sulle poltrone che attendono la ministra Bernini c’è la Scwa , il segno, bocciato dall’Accademia della Crusca, che indica come nel mondo non ci siano maschi o femmine. Dal centrodestra viene sollevata la polemica, il sapiente e navigato rettore Oliviero prima la annacqua e poi la spegne con un paio di rinvii. La polemica finisce in nulla. 

La Sinistra studentesca Udu comincia a pensare in grande, in realtà come mai fino ad oggi, e passa dal grande successo delle elezioni universitarie al progetto per cambiare, sul loro modello (di sinistra radicale), l’intera città di Perugia.  La discesa in campo di Vittoria Ferdinandi è rinviata solo dalla resistenza del segretario comunale del Pd, Cristofani, che poi cede e si dimette. L’ottimo professor Paolo Belardi in realtà è stato tenuto a bagnomaria ma mai è stato preso in considerazione come candidato (pure Cosmi gli passò davanti). Nella campagna elettorale a passo di corsa, una sorta di bersaglieri per la Ferdinandi, come chiesto dallo spin doctor romano, gli Udu sono stati e sono tuttora determinanti. E il mantra è lo stesso: più si va veloci “per vincere” e meno si chiede conto dei contenuti della campagna elettorale e di cosa pensano quelli che corrono insieme a te.

I risultati parlano da soli: al primo turno, con una differenza di non molto più di 500 voti  tra le due candidate, la Sinistra universitaria Udu ha indirizzato verso candidati suoi, 3000 voti, con la candidata più votata in assoluto del campo super extra large (Costanza Spera). I risultati dei quartieri a forte presenza universitaria sono un successo. Ma meglio degli studenti fanno i Quartieri Alti, in un finora inedito asse di ferro con la Sinistra “senza se e senza ma”. Buona borghesia perugina e Udu. Operazione perfetta? Le proiezioni Rai (che hanno base scientifica) davano Ferdinandi vincente al primo turno, ma qualcosa si è inceppato.  Con la festa pronta, la corsa per vincere si è fermata con i risultati delle sezioni delle periferie e quelle più popolari dei quartieri perugini non del centro e con una presenza meno marcata del pubblico impiego in cerca di rivincite. Come già scritto, il mondo si è rovesciato. Ripa-Pianello, Castel del Piano, Pila, Fontignano-Mugnano, ma anche in frazioni come Ponte Valleceppi finora off limits per i partiti non di sinistra il risultato è equilibrato. 

In un quartiere come Ferro di Cavallo la Scoccia vola e anche a San Marco. Ma pure la Stazione premia la candidata del centrodestra. Da una ricognizione di via Pallotta-Fonti Coperte è interessante vedere il voto nelle sezioni del pubblico impiego in cerca di rivincita e delle zone più popolari.  Il voto moderato di Perugia, anche quello di centrosinistra, ha fermato i bersaglieri del campo larghissimo super extra large e ha portato la Scoccia alla pari al ballottaggio.  Ecco come si è arrivati ai 40 mila perugini contro gli altri 40 mila. Questo è quello che è successo al primo turno. Il ballottaggio è una partita nuova. Si gioca tutto su chi tra le candidate riesce a portare più dei suoi elettori a votare in una domenica (e lunedì mattina) di giugno col caldo e il sole. Vedremo alla prossima puntata sui Segreti della sfida.

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