TERNI – Non è servito arrivare alle prime luci dell’alba per capire che il dato elettorale fosse disastroso. A livello nazionale Alternativa popolare è meno di un prefisso telefonico (0,39%) e a Terni i successi delle comunali di appena un anno fa sono lontanissimi. Ora appena 3.606. Neanche il 10%. Alternativa popolare e Bandecchi sono molto lontani dai 13.647 voti presi al primo turno nelle comunali del 2023. E sono distanti anni luce dai quasi 20mila voti raggiunti al ballottaggio, battendo in maniera clamorosa il centrodestra. Stando ai risultati delle Europee, il progetto politico di Stefano Bandecchi di diventare presidente del Consiglio subisce una battuta d’arresto di quelle che non è facile assorbire. E anche a Terni la situazione si complica. Perché il pessimo risultato elettorale da la stura al malcontento interno. C’è, in Alternativa popolare, un settore più o meno consistente che sostiene che in questo anno il cambiamento non c’è stato. E che le “logiche” in città sono sempre quelle: sia per quanto riguarda le questioni ambientali, che l’efficienza delle aziende municipalizzate, che le lungaggini della burocrazia. Per non parlare della sicurezza, del decoro, della gravissima crisi del commercio di vicinato, che ormai è tutto un susseguirsi di chiusure. Persino nelle vie più transitate e frequentate come Corso del Popolo. Mascia Aniello ha salutato e se ne è andata mollando la delega all’Ambiente e gridando tutta la sua insoddisfazione nei confronti delle politiche ambientali portate avanti dalla giunta Bandecchi, ad iniziare dal rapporto con Arvedi.
La Aniello rappresenta quell’anima ambientalista e ex Cinque Stelle, che un anno fa aveva visto in Bandecchi la speranza del cambiamento. Di quel cambio di passo che non c’è stato. Non sono bastate le parolacce, gli insulti a raffica, le risse sfiorate, le querele e gli esposti, a dare quel segnale di rinnovamento che un bel numero di elettori si aspettava. La bagarre continua, lo scontro all’interno del consiglio comunale, l’incapacità di incidere sui reali problemi della città, sembrano già aver fatto cambiare opinione alla città.
A livello nazionale il Bandecchi mediatico sembra aver funzionato solo nei programmi di satira, vista la percentuale impercettibile rimediata alle Europee. Ora c’è il rischio che dentro Alternativa popolare si apra una stagione di nuove lotte e contrapposizioni, ben più grave di quella che, qualche mese fa, ha visto il siluramento del segretario politico Lorenzo Filippetti e le temporanee dimissioni del sindaco Stefano Bandecchi. Lo scrutinio di domenica notte apre una nuova stagione politica e per Ap al momento le luci sembrano davvero poche.


