Il consiglio è aperto «ma Palazzo Spada deve chiudere la questione degli aumenti Taric»

Confcommercio: «Sulla tariffa il Comune può contenere i costi»

TERNI – In vista della seduta del consiglio comunale aperto alla città,  con all’ordine del giorno le tariffe della Taric, Confcommercio ricorda che il Comune può agire per minimizzare la percentuale di aumento da applicare.

«I Comuni entro il, 30 giugno dovranno definire gli aumenti da riconoscere ai gestori del servizio rifiuti, per adeguare tardivamente  le tariffe nei PEF 2024-2025  all’inflazione rilevata  nel biennio precedente. In Umbria l’AURI   ha riconosciuto un aumento che  può oscillare tra il 5% ed il 9%,, lasciando libera ogni amministrazione di determinare l’incremento delle tariffe  all’interno di tale range.I Comuni entro il, 30 giugno p.v. dovranno definire gli aumenti da riconoscere ai gestori del servizio rifiuti, per adeguare tardivamente  le tariffe nei Pef 2024-2025  all’inflazione rilevata  nel biennio precedente. In Umbria l’Auri   ha riconosciuto un aumento che  può oscillare tra il 5 ed il 9 per cento, lasciando libera ogni amministrazione di determinare l’incremento delle tariffe  all’interno di tale range». «Preso atto delle criticità riscontrate quotidianamente dalle nostre imprese, a causa della spinta inflattiva e dalla mancata ripresa dei consumi, auspichiamo che il Comune di Terni possa agire per minimizzare la percentuale di aumento da applicare, destinando a tal fine almeno le risorse rivenienti dai  recuperi degli insoluti della  TARI degli anni passati e magari anche altre risorse, recuperabili attraverso una riduzione dei costi  interni all’Ente, caricati sul PEF».

La tariffa serve a pagare un servizio che, inevitabilmente, risulta più costoso laddove  è meno efficace ed efficiente e dove il ciclo dei rifiuti non è stato ancora integrato  o  non è stata profondamente ridotta la quantità di rifiuti da smaltire, attraverso  un adeguato impulso alla puntuale differenziazione, incentivando il riuso,  il riciclo e lo sviluppo di una economia circolare.

In relazione a ciò chiediamo alla politica una assunzione di responsabilità chiara  nel dichiarare che molto dipende  dalle scelte che si intendono fare in termini di gestione dei rifiuti ,   sia  sul piano politico/strategico,  che in termini di successiva attuazione a livello organizzativo/operativo

In attesa di capire come e quando si attuerà il Piano dei rifiuti regionali approvato a novembre 2023, riteniamo che  i comuni debbano comunque agire.

Allo stato dei fatti, il passaggio  alla “tariffa puntuale avente natura corrispettiva”, ovvero alla cosiddetta TARIC, deliberato  per il Comune di Terni dalla precedente amministrazione, ha prodotto risultati solo per il   Bilancio dell’Ente. Tale passaggio ha  liberato le risorse, precedentemente  vincolate per gli accantonamenti  obbligatori a copertura degli insoluti, rendendole disponibili per altri capitoli di spesa corrente . Molte sono le criticità emerse riguardo l’applicazione della TARIC, con la sola   certezza che non sono stati ridotti i  costi del servizio,  non sono stati  premiati gli utenti  più virtuosi, né tantomeno si è avuta la spinta verso comportamenti più responsabili. Un motivo in più perché, a nostro avviso, è essenziale  che la politica, a tutti i livelli, agisca in modo efficace, efficiente  e tempestivo  sulla gestione dei rifiuti. Da un lato occorre trovare, da subito,  un giusto equilibrio tra i “desiderata” dell’Amministrazione e l’effettiva perseguibilità di tali obiettivi da parte dei gestori affidatari,  in termini operativi ed organizzativi, nonché di investimenti, affinché la struttura dei costi per l’erogazione del servizio non si scarichi solo sugli utenti finali attraverso costanti  aumenti. Dall’altro occorre agire sul piano culturale e della sensibilizzazione  facendo comprendere a tutti  che  rispetto e tutela dell’ambiente e attenzione alla diminuzione dei costi a carico degli utenti  sono due facce di una stessa medaglia».

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