Il mondo si è davvero rovesciato: Ferdinandi perde tra il popolo delle periferie, Scoccia tra la buona borghesia

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Ripa-Pianello, Ponte Pattoli, Castel del Piano, Ferro di Cavallo fanno volare la candidata di centrodestra. Il centro è tutto a sinistra. Invece equilibrio in zone tradizionalmente rosse. Pubblico impiego e studenti per la rivoluzione. La continuità scelta nei quartieri più popolari

di Marco Brunacci

PERUGIA – È ufficiale: il mondo si è davvero rovesciato.
Basta vedere un po’ di numeri del primo turno delle elezioni comunali di Perugia, che ci ha restituito una città spaccata a metà, per arrivare a questa conclusione: la sinistra del campo larghissimo perde tra il popolo delle periferie, nei quartieri meno chic della città, ma recupera col centro storico, con il voto della buona borghesia. Impressionante il consenso per la rivoluzione della Ferdinandi tra l’alto lignaggio del centro storico: 3.798 voti contro 2.990. Gli altri due quartieri simbolo dell’Invincibile armata ferdinandiana sono quartieri borghesi, ma qui va contato in maniera determinante il voto degli studenti dell’Udu (la sinistra universitaria che è partita da lontano alla conquista prima dell’Ateneo e poi della città). Parliamo di Elce (841 a 688) ma soprattutto di Monteluce (1.445 contro 857).

A Monteluce è difficile spiegare il risultato in maniera diversa dalla saldatura del voto della buona borghesia perugina con il voto studentesco, visto che lì c’è un monumento del fallimento dell’amministrazione di centrosinistra dagli anni Duemila in poi. Sono stati affossati nell’area dell’ex ospedale policlinico – è storia patria – 50 milioni di euro (pari a dieci anni di bonus mamme per tutta l’Umbria, per dare una proporzione) di soldi pubblici in un’operazione di finanza creativa che ha lasciato macerie alle spalle. La Regione è riuscita adesso a rimediare con l’aiuto di un Fondo pubblico nazionale. Ed è stata avviata la ripresa che farà tornare a breve l’area e il quartiere al centro dello sviluppo.
In un contesto così, Ferdinandi ha fatto il pieno.
Invece l’operazione “giro di ascolto” dei quartieri e delle periferie con “restituzione nel programma”, è stata magari un’operazione di astuto marketing elettorale, ma non ha avuto successo.
Dando un’occhiata, diciamo, sociologica alla composizione dei quartieri dove Ferdinandi ha messo insieme il maggior numero di voti, è determinante la componente del pubblico impiego insieme a quella degli studenti universitari a guida Udu. Studenti che i detrattori bollano con una battuta: sono passati da Lotta continua a Fiesta continua, visti i tanti balli che punteggiano la campagna elettorale di Ferdinandi. Ma il loro successo non si discute.
Di questo parleremo in un altro articolo sui numeri. Pubblico impiego e studenti sono comunque i principali tifosi della rivoluzione ferdinandiana.
E allora ecco Margherita Scoccia, che, adesso, anche se per una manciata di voti, è l’underdog, il concorrente che parte da dietro ma ha il vantaggio – succede nel ciclismo di velocità su pista – di poter sorpassare.
Scoccia ha un problema: deve fare decine di vasche su corso Vannucci per capire come mai la buona borghesia perugina, gli agiati abitanti delle case del centro storico, ancora di valore elevato, vogliono la rivoluzione e non la continuità in rosa che lei propone. Ha poco tempo per capire e pochissimo per correre ai ripari. Ma senza il risultato del centro storico Scoccia sarebbe prima e poteva vincere al primo turno con qualche attenzione in più ai quartieri alti di Perugia.
Scoccia ha infatti recuperato a Ponte San Giovanni, a San Sisto e Ponte d’Oddi, è arrivata a un passo dalla competitor nelle zone ultrarosse di Ramazzano e Casa del Diavolo, ha tenuto su Ponte Valleceppi-Casaglia, che fino a qualche anno fa era zona off limits per i partiti non di sinistra.
Ha sfondato invece a Ripa-Pianello (908 a 584) e a Castel del Piano (2.208 a.513), è andata forte a Pila (1.019 a 831) come pure a San Martino-San Fortunato della Collina (2.096 a 1.830). E’ ben sopra in una grande area popolare come Ferro di Cavallo (2.315 a 2.048), ma anche a Santa Lucia (654 a 574) e soprattutto a San Marco (2.068 a 1.784).
Come si vede il mondo si è davvero rovesciato. Le zone popolari e il popolo delle periferie hanno stoppato la irresistibile, ma alla fine un po’ concitata, corsa di Ferdinandi, decisa a cambiare radicalmente la città, e hanno scelto il messaggio rassicurante di Scoccia. La quale però ora deve tornare a bussare al cuore moderato di Perugia (centro).

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