di Marco Brunacci
PERUGIA – Il ritorno alla Casa Rossa che il centrodestra vuole impedire e la sinistra più campo largo oggi, dopo il successo di Perugia, dà quasi per scontato.
Qui centrosinistra. Iniziamo in questa zona perché si fa prima. Per Stefania Proietti candidata alla presidenza della Regione Umbria è fatta e non da ora. Anche i tempi sono stabiliti. Ha il vento in poppa e un nuovo kolossal formato Nicodemo, con idee e soldi, da interpretare
Un solo ma: quando i “campi” sono troppo larghi fanno vincere ma creano anche ansie.
Venti di traverso dell’ultrasinistra impediscono che il vascello Proietti venga ancora varato. Dall’altra parte c’è, dentro Azione, Enrico Costa che manda post preoccupati sui campi extralarge. Probabilmente basterà qualche assicurazione in più sui posti da ricoprire in caso di successo.
Qui centrodestra. L’alleanza è salda anche con i Civici. La questione che pero’ tormenta alcuni leader e’ quella di scegliere bene la candidatura a presidente.
L’accordo nazionale prevede che sia Tesei come rappresentante della Lega.
Non sfugge a nessuno il risultato della Lega all’ultima tornata umbra delle amministrative.
Non è che Fdi e Forza Italia diano garanzie di successo dopo i test decisivi di Terni e Perugia.
Per Forza Italia, il leader ternano Nevi è andato malissimo contro Bandecchi, Romizi per niente bene contro Ferdinandi.
Non è possibile poi far finta di non sapere che a Perugia e a Terni, i candidati perdenti erano entrambi di Fdi, tanto più brava la candidata perugina ma anche lei sconfitta sul filo di lana.
In un contesto di questo genere, ecco che tornano le ipotesi che sembravano tramontate.
In realtà tornano tutte le ipotesi immaginabili, comprese quella di una candidatura a sorpresa, di società civile come si diceva una volta.
La soluzione più ragionevole al momento resta una Tesei affiancata da un team per le elezioni. Ma il confronto è di quelli agitati assai. Tesei potrebbe perfino fare un passo indietro.
Garantito che si guarderanno intorno e cercheranno di capire gli umori del popolo disposto a votare centrodestra più civici. Sapendo – unico elemento di qualche serenità – che il centrodestra alle ultime Europee ha fatto il suo record con il 47.8% di consensi. Il che significa che, se qualcuno parla con Bandecchi, ha comunque un voto in più di qualunque “Rassemblament regionale” che parte da sinistra. Non così invece a Perugia, che alle Politiche ha sempre avuto una salda maggioranza dei campi larghi, figurarsi per quelli larghissimi.
Meteo del centrodestra tra qui e metà luglio: temporali senza schiarite. Poi si vedrà.


