In Umbria ha vinto solo l’impressionante macchina da guerra Schlein-Ferdinandi, non la sinistra-campo largo che non prende Foligno e Orvieto. Perso Gubbio

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | A Bastia la sconfitta annunciata del centrodestra con le divisioni e i personalismi, il resto non va bene nonostante gli schieramenti larghissimi, dall’ultrasinistra al centro cattolico. Ora parte la campagna elettorale lunga per le regionali (si torna a dicembre?) e non è scontata

di MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Se non ci saranno ricorsi con esito diverso, il pugno di voti che regala a Zuccarini la conferma come sindaco di Foligno è il confine segnato tra il successo e l’insuccesso della sinistra-campo largo. 

In Umbria, dati alla mano, c’è solo Bastia (oltre a Marsciano, primo turno) che ha cambiato colore. E Bastia è un insuccesso fortemente voluto dal centrodestra, grazie a divisioni interne e personalismi. 

Resta al centrodestra Orvieto. Non è più a sinistra Gubbio, ma va al candidato ufficiale del centrodestra, dopo ballottaggio con altro esponente cdx, la città sulla quale batteva bandiera rossa da tempo immemore. Il sonante successo ottenuto a Perugia è merito dell’impressionante (e costosa) macchina da guerra messa insieme da Roma intorno alla candidatura di Vittoria Ferdinandi, con Schlein e un numero uno della comunicazione politica come Nicodemo in prima linea.

Nessun miracolo, ma un investimento mirato su una candidata che è riuscita a reggere il ruolo del “nuovo che avanza” insieme al “vecchio che ritorna”, nella terra che è stata per tutto il dopoguerra quella dei “Rossi per sempre”, ora vuol essere “Di nuovo rossi dopo una breve pausa”. Il risultato dei ballottaggi non aiuta però ancora il ritorno a sinistra. Perchè Perugia fa storia a parte ed è pronta ad avere un ruolo nelle cronache e nelle Tv nazionali. E nelle altre città, nonostante le alleanze oltre ogni limite, non sono stati ottenuti risultati importanti.

Quindi sarà la Regione il test del ritorno alla Casa rossa. In questa gara, gli errori politici e di comunicazione compiuti dal centrodestra in questi anni possono aiutare in maniera importante il ritorno al passato. Per il centrosinistra la probabile candidatura di Stefania Proietti va considerata più efficace di quella di Anna Ascani, se si vuol giocare la carta dell’immagine “nuova e non di partito” che è stata usata, almeno per iniziare, con la Ferdinandi. Naturalmente non potrà più essere usato l’effetto “sorpresa”. 

Il centrodestra ha meno di un mese per stabilire e intraprendere una strategia. Cominciando col sostenere senza titubanza la candidatura che deciderà di presentare. E poi partirà la sfida. Garantito: potrà finire in ogni maniera ma sarà meno impari, come forze in campo, di quella di Perugia. 

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