La sfida / Ferdinandi sterza secco a sinistra e viene benedetta da Colau, la “occupante di case diventata sindaco”. Scoccia punta sulla Perugia moderata

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La candidata del campo largo si prende un rischio: si fa sponsorizzare dalla no global, icona del movimentismo, della Barcellona modello di sinistra radicale, che dice ai perugini: «Votate Vittoria, è un’opportunità». Sarà forza o debolezza? Come la prenderanno i moderati?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il punto sulla sfida tra le due protagoniste delle elezioni al Comune di Perugia, in una domenica di svolta.
SCOCCIA. Margherita Scoccia, candidata del centrodestra, come assessore uscente, sequel politico e amministrativo dell’attuale giunta guidata da Andrea Romizi, è al centro del ring e decide di passare la domenica a concentrarsi sulle proposte di opere da realizzare, di atti amministrativi da compiere appena terminate le elezioni, di scelte per la città, quelle complicate e quelle più semplici, contando sul fatto che gli elettori su queste cose si concentrino.
In termini politici, Scoccia continua a puntare sulla Perugia moderata, al di là di convinzioni e schieramenti, su cui ritiene di poter contare. Su questi filoni insisterà a lavorare, lasciando ad altri le praterie dei massimi sistemi della politica, adesso che inizia l’ultima settimana di campagna elettorale. I suoi counselor ritengono che debba stare fuori da ogni tipo di polemica e di scontro personale e lei presta la massima attenzione.

FERDINANDI. Magari si sente in difficoltà o al contrario è in fiducia, fatto sta che oggi Vittoria Ferdinandi si concede una sterzata a sinistra di quelle secche e anche sorprendenti. E’ un messaggio netto, con il quale però si assume dei rischi rilevanti.
L’abbraccio con Ada Colau, ex sindaco di Barcellona, eroina della sinistra estrema spagnola ma anche di quella italiana (con alterne vicende legate a qualche controverso passaggio della storia di Colau), registrato dall’agenzia Ansa giustamente come un avvenimento, apre scenari sui quali riflettere.
Perché? Umbria7 spiega.
Ada Colau non è una ex sindaco qualunque, è stata un vero personaggio nel mondo alternativo dei movimenti, sicuramente più a sinistra dei partiti di sinistra. Colau è stata un’attivista No global (citazione da Russo Spena, anche lui riferimento dell’estrema sinistra italiana anni Duemila) che diventa sindaco di Barcellona da “occupante di case” che riteneva dovessero essere messe a disposizione della collettività, come scrive lei stessa, aggiungendo di essere bisessuale e proiettata verso modelli alternativi per guidare le città.
Come si esercitò prima di diventare sindaco? Ancora Russo Spena spiega: facendo picchetti davanti alle case contro gli sfratti ordinati dalle autorità. Nello stesso scritto si sottolinea – con riferimento al medesimo input che mosse De Magistris, l’ex magistrato sindaco di Napoli – quella sorta di “vento di Porta Alegre” che soffiava sulla sindacatura Colau a Barcellona. Porta Alegre – ricordiamo – per qualche anno, prima di finire nel nulla, fu il simbolo del movimentismo, alternativo e frikkettone, della sinistra estrema mondiale.
Ecco quindi Colau: radicalismo ambientale, temi ideologici più che cittadini, battaglie per l’uso del mezzo pubblico e per lasciare l’auto privata a casa, anche lotte simbolo per evitare un uso dell’aeroporto cittadino, considerato non coerente. Ma in quest’ultimo caso in verità finì tempestata di ironie quando nel 2022 prese l’aereo per andare in Cile a festeggiare il successo del presidente di sinistra Boric.
Da segnalare forti polemiche sul modo di governare Barcellona, quando l’ambasciata Usa indicò la città catalana come tra le più violente e a maggior tasso di criminalità in Europa.
Un ultimo pit stop sul fatto che anche Ada Colau ha proposto, con risultati difficili però oggi da valutare, una dieta alimentare per tutta la città.
Nelle ultime settimane Colau è tornata nelle cronache dei giornali per aver chiesto ai governi dell’Occidente di interrompere qualunque rapporto con Israele, accusandolo “di genocidio” e andando con la flottiglia partita dalla Spagna verso Rafah e lì respinta. Ma già nel suo mandato di sindaco a Barcellona, molto prima delle azioni di guerra di Israele successive al sanguinoso attentato di Hamas del 7 ottobre, Colau aveva le idee chiare: interruppe ogni rapporto istituzionale tra la sua città e Tel Aviv.

Queste brevi note utili a giungere alla conclusione: un’icona riconosciuta del movimentismo di sinistra internazionale che afferma: «Elettori cogliete l’opportunità e votate Ferdinandi», diventa un punto di forza o di debolezza della campagna elettorale perugina?
Un bel dilemma. Gli eccellenti consulenti elettorali di cui dispone Ferdinandi avranno fatto bene i loro conti. Magari il centro moderato del centrosinistra perdona tutto alla giovane candidata che promette di farli tornare a vincere. Magari viene considerato anche un modo per far scorrere una scossa utopista e giovanilista nelle vene dei protagonisti della campagna elettorale, stimolo per i giovani, nostalgia per gli anziani.
Ma il fare rotta così tanto a sinistra, per converso, potrebbe essere una dimostrazione di debolezza e creare problemi. Magari certi entusiasmi suscitati dalla Ferdinandi vanno spegnendosi e vanno riattizzati come carboni sotto la cenere.
Il tema però resta uno solo: come la prenderà la Perugia moderata?
Potrebbe girarsi dall’altra parte e consentire alla candidata di centrosinistra di continuare a correre verso un difficile ma possibile successo?
Oppure potrebbe impressionarsi per il modello di governo Colau, che potrebbe diventare riferimento per Perugia, dalle battaglie sulle case sfitte all’iper ambientalismo alla gestione della pubblica sicurezza.
Nella gioiosa macchina da guerra messa a disposizione di Ferdinandi dalla segreteria nazionale Pd, Elly Schlein, c’è qualche falla? Oppure si prendono rischi per portare più popolo di sinistra alle urne e rendere meno decisivo il voto della Perugia moderata?
Sono strategie da verificare.
In settimana facciamo un altro check sullo stato dell’arte della campagna elettorale.

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