«Le statue dell’amore tutte alle Grazie»

L’ ex consigliere comunale Michele Rossi lancia l’ idea del parco a tema

TERNI – Le sei statue donate al Comune di Terni dall’architetto Andrea Villani, consulente di Unicusano e candidato al Parlamento europeo per Ap,  esposte nel cortile di palazzo Spada «sono belle»? «Sono brutte»? Valgono? «Rappresentano qualcuno di noi? (sembrerebbe proprio di si)»

Ma il ragionamento  che fa l’ex consigliere comunale di Terni Civica, Michele Rossi, è un altro. E parte dal fatto che l’artista che le ha realizzate è un privilegiato. «Perché a differenza di tanti altri suoi pari  – fa notare Rossi – avrà il privilegio di vedere le sue opere diventare monumenti pubblici e di arredo urbano di questa nostra città». Che il sindaco le voglia installare nelle piazze e nelle vie centrali della città, è noto a tutti. Lo ha detto già tre volte e per lui tre volte sono tante. Poi, a meno che non pensi di metterne una sul tetto di palazzo Spada e un’altra sul pennone della Fontana della Zodiaco (beni vincolati), neanche la Soprintendenza potrà dirgli niente.  

«Poco giustifica il fatto che queste siano, tutto sommato, gradevoli o che ci siano state donate, non gravando così sulle casse pubbliche. Lasciare testimonianza della propria arte in modo così duraturo e significativo nel tessuto urbano di una città – continua Rossi nel suo ragionamento – contribuendo a migliorarne l’mmagine, è sicuramente un “traguardo” cui è giusto che molti altri artisti possano legittimamente aspirare e concorrere per talento artistico. È per questo che quando nella passata consiliatura qualcuno profilò la stessa possibilità proposi di ricorrere ad un concorso ed una commissione tecnica di valutazione -fuori la politica- a meno che l’artista e il valore della sua opera non fosse già conclamato tanto da portare indiscusso prestigio alla città (vedi Pomodoro, Mastroianni o Kostabi). Perché aggiungere un qualsiasi elemento artistico nella città che è di tutti non è proprio come mettere le statue dei sette nani nel proprio giardino di casa. Dispiace, come comunque è già accaduto anche in passato, scoprire che per amicizia e vicinanza politica qualcuno avrà questa straordinaria possibilità».

Ma noi glielo chidiamo lo stesso, a Rossi, dove le metterebbe. O le lascierebbe accanto a Thyrus?«Le metterei tutte insieme al parco di viale Trento – risponde – non troppo distante dalla basilica di San Valentino o nel parcheggio laterale alla basilica dove da tempo sogno un giardino e un roseto dedicato al Santo dell’ amore. Oppure al parco Ciaurro. Non certo alla Passeggiata che è caratterizzata da elementi di arredo storici (sfingi ed elementi architettonici di chiese storiche demolite)»

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Sei statue sull’amore ma non c’è posto per lo stesso sesso