m.brun.
PERUGIA – Ultime dalla sfida di Perugia, 40 mila contro 40 mila. Margherita Scoccia segna un gol che potrebbe rivelarsi pesante nella vicenda apparentamenti.
Nessuno dei 3 contendenti a sindaco del primo turno scelgono Ferdinandi, dopo aver fatto tutti e 3 una campagna critica nei confronti dell’attuale giunta comunale e quindi della candidata che è espressione della continuità.
Per Scoccia si aprono importanti scenari di recupero di voto moderato sia sull’elettorato di Monni e “Perugia merita” sia quello di Baiocco (2000 voti).
Ma la sorpresa di questa campagna elettorale resta Leonardo Caponi, che con coerenza non ha ceduto a Ferdinandi ed è rimasto sulle sue posizioni: il richiamo alla tradizione comunista, con una sua nobiltà delle idee, non si è andata a diluire nel campo super extra large costruito intorno a Ferdinandi, dall’ultrasinistra ai renziani del jobs act fino a Monni anche se solo a titolo personale.
E sull’adesione di Monni a titolo personale al progetto Ferdinandi ci sono state pure polemiche.
Ferdinandi risponde alle accuse che arrivano dal campo avverso di aver trattato posizioni con Monni pur di avere l’appoggio, anche quello solo personale, dell’ex esponente del centrodestra, poi passato per altre esperienze politiche, e assicura: con Monni non c’è stato «nessun patteggiamento», sostiene Ferdinandi.
La Scoccia invece commenta stupita una affermazione di Monni riportata però con evidenza da alcuni media: «Mai mi è venuto neanche in mente di offrire a Monni la carica di vicesindaco».
E torna a godersi questo passaggio per lei positivo di campagna elettorale.


