Nominato e visto: per il nuovo amministratore di Farmacia Terni è già zuffa

Virili, il manager di Bandecchi, entra subito in polemica con l’ex Scarpellini

TERNI – E per fortuna che al momento della designazione ha detto di non voler fare l’elefante all’interno della cristalleria, ma di procedere con cautela in Farmacia Terni Srl. Neanche il tempo di sedersi sula poltrona, invece, che c’è la prima polemica per Alessandro Virili,

il manager e imprenditore specializzato nel settore assicurativo, nominato a capo delle dieci farmacie comunali.  Virili ha subito parlato di azienda che era stata risanata negli anni scorsi ma  ha puntato  il dito sulla reddittività sostenendo che sia troppo bassa. In particolare ha parlato del periodo Covid dove a suo dire l’azienda ha avuto perdite e una riduzione della competitività.

Vallo a dire a chi in quel periodo è stato amministratore, a Mauro Scarpellini, che insorge inferocito: «Il bilancio del 2020 è pubblico e la macroscopica bugia del nuovo Amministratore è smentita dai numeri pubblici. Il bilancio del 2020 è attivo ed è il migliore di tutta la lunga precedente storia delle farmacie ternane facendo registrare un utile prima delle imposte di 173.111,00 euro pur avendo aumentato, su mia proposta e decisione, il canone del 2020 a favore del Comune da 10.000,00 euro a 250.000,00 netti».

Risultati che, a detta di Scarpellini, sarebbero stati riconosciuti addirittura da Stefano Bandecchi nel corso della sua prima campagna elettorale.  

L’ex amministratore di Farmacia  Terni cita un post del patron di Unicusano. Scarpellini dunque assolve Bandecchi  e condanna il designato Virili: «La falsità dichiarata è un evidente contrapposizione tra la valutazione fatta dal Sindaco – corrispondente ai fatti – e un esempio falso del suo rappresentante appena nominato.

Provo indignazione per il non rispetto del mio lavoro, svolto gratuitamente, nonché particolare dispiacere per il personale che nel 2020, ancora privo di vaccini protettivi ed esposto a rischi gravi dai contagi, non si assentò mai dal lavoro e fu artefice della qualità del servizio reso a cittadini e istituzioni, dell’apertura del laboratorio di produzione di gel disinfettante che non si trovava a sufficienza, e fece crescere il fatturato».

Dopo un insediamento così teso lo scaffale dei tranquillanti, a Farmacie Terni,  potrebbe essere preso d’assalto.

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