R.P.
PERUGIA – «Le sconfitte di Terni e di Perugia sono molto simili. Candidati bravi, istituzionali e competenti sono stati sconfitti da figure empatiche e folcloristiche sospinte da una campagna elettorale coinvolgente, plateale e dispendiosa»: così il coordinamento regionale di Patto civico per l’Umbria. «Da un lato – si legge ancora nella nota – il mantra “ternani cojoni mai più schiavi di Perugia” dall’altro “perugini inclusivi e disadattati abbandonati dal potere”, da una parte “Terni come Dubai” dall’altra ” vi porterò al /il mare” , slogan vuoti e senza senso ma che hanno acceso gli animi di coloro che ancora credono agli “urlatori” di turno (il vaffa di Grillo ancora risuona). Il centrodestra deve riflettere, presto e bene». «La Lega – continuano da Patto civico – ormai è ritornata a percentuali minimali (tra il 3 e il 4%) e vive una crisi di identità. FDI a livello amministrativo è intorno al 18/19% e non riesce a raggiungere le percentuali nazionali, Forza Italia naviga intorno al 10/11%. La differenza la fanno ancora i movimenti civici che a Perugia hanno raggiunto circa il 15% e a Terni un anno fa erano al 10%. Su questo si deve lavorare per non subire la stessa sorte alle prossime elezioni regionali, sul patrimonio civico dato da elettori che privilegiano la persona ai partiti soprattutto in ambito locale. Crediamo che uscite da parte del segretario regionale della Lega siano fuori tempo e fuori luogo senza aver prima definito con la coalizione la strategia da adottare. Errare è umano perseverare diabolico».


