Psichedelia: palazzo della Penna riapre con un viaggio immersivo negli anni Sessanta tra pop e colori

A Perugia la mostra che celebra un fenomeno estetico internazionale. In occasione del taglio del nastro, anche l’apertura di penna hub

Redazione Perugia

PERUGIA – Pronto a riaprire le sue porte al pubblico il Museo civico di palazzo della Penna a Perugia dove sabato primo giugno alle 16 si inaugura la mostra “Psichedelia. Un viaggio nella cultura visiva degli anni Sessanta” a cura di Carlo Terrosi, presidente della cooperativa Le Macchine celibi. La nuova concessionaria dei servizi del circuito museale comunale di Perugia, che nasce a Bologna nel 1990 da un’associazione culturale universitaria, si occupa, quindi, già dal 16 marzo, oltre che del museo di via Podiani, della Cappella di San Severo-Affresco di Raffaello e Perugino, deò Complesso templare di San Bevignate e dell’ex-Fatebenefratelli.

La mostra, visitabile fino al 15 settembre, in occasione della sua apertura propone una visita guidata gratuita (compresa nel biglietto di ingresso-necessaria prenotazione) condotta dal curatore. Per l’occasione, anche l’avvio dell’attività di penna hub, la rinnovata caffetteria del museo che ospiterà anche un fitto calendario di eventi mensili, inaugurato alle 18 dall’esibizione di Andrea Crömic.
La mostra e il rebranding della caffetteria del museo civico di Perugia sono le prime realizzazioni del più ampio progetto di gestione della cooperativa bolognese, che in Umbria è responsabile anche dell’articolato complesso del museo Caos di Terni e dei musei comunali di Trevi e Spello. Nei suoi futuri sei anni di gestione perugina, sono in programma importanti investimenti volti a valorizzare il grande patrimonio artistico e culturale cittadino e ad ampliare gli spazi dedicati alla cultura, creando salde sinergie con le importanti realtà del territorio, tra le due province e le altre città d’arte umbre, in un’ottica di rinnovamento e internazionalizzazione.

La ricchezza del patrimonio del circuito perugino, che spazia dall’antichità classica alla contemporaneità, permette infatti di valorizzare connessioni e scenari di profondo interesse storico-artistico, culturale e sociale con un occhio di riguardo anche all’offerta per i più giovani e per il contemporaneo, declinata in particolare nella creazione, al Museo civico di palazzo della Penna e l’ex-Fatebenefratelli di nuove fucine creative per un pubblico trasversale, ricche di eventi culturali e musicali di attualità e qualità e aperte alla partecipazione e alla condivisione.

LA MOSTRA

Questo progetto perugino si inaugura significativamente con la mostra Psichedelia che celebra un fenomeno estetico internazionale e un forte collante generazionale capace di recepire al suo interno, tra anni Sessanta e Settanta, istanze eterogenee, dalla contestazione alla contro-cultura giovanili, dalle più attuali sollecitazioni artistiche alla musica e la cultura pop, lasciando un segno ancor oggi indelebile nella storia della cultura e del gusto. Nel percorso espositivo sono presentati oltre 70 manifesti originali, opera dei principali autori della grafica psichedelica degli anni Sessanta e Settanta, alcune riedizioni provenienti dagli archivi americani, e edizioni speciali firmate dagli artisti. Le opere sono ordinate in tre grandi sezioni dedicate ai poli principali di elaborazione e diffusione della cultura psichedelica tra San Francisco, Londra e l’Italia. Oltre alla sezione grafica, la mostra presenta anche documenti sul rapporto tra cinema, pubblicità e psichedelia, dischi, foto, video, fumetti e rare riviste d’epoca. Al bookshop del museo è disponibile un catalogo con testi di Carlo Branzaglia, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, membro del Cda della Fondazione Adi collezione Compasso d’Oro, e di Claudio Lanteri, autore video ed esperto di musica contemporanea.
La mostra è prodotta dalla Cooperativa le Macchine Celibi e dall’associazione BoArt di Bologna in collaborazione col museo Caos di Terni e patrocinata da Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia, Adi delegazione Umbria, dell’Adci – Art directors club italiano.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Tra gli autori in mostra figurano i cosiddetti “Big Five” (Wes Wilson, Stanley Mouse, Alton Kelley, Rick Griffin e Victor Moscoso), un gruppo di disegnatori i cui manifesti realizzati per i primi concerti di Jimi Hendrix, Janis Joplin, Grateful Dead, Jefferson Airplane, The Doors, Frank Zappa, Pink Floyd tenuti al Fillmore Auditorium e all’Avalon Ballroom di San Francisco, segnarono la nascita della grafica psichedelica. Nella San Francisco del movimento hippy e della contro-cultura, infatti, questi manifesti divennero subito popolari e fu facile accorgersi che non si trattava solo di una banale reclame ma dell’emergere di una nuova forma di arte grafica che faceva proprie e rielaborava suggestioni provenienti da importanti filoni stilistici come l’Optical Art, l’Art Nouveau, il neo-orientalismo e il Surrealismo, rappresentando a pieno l’emergere di un nuovo fenomeno culturale: la Psichedelia, con le sue ampie diramazioni tra musica, poesia, cinema e fumetto, e di un nuovo stile grafico, definito dal critico George Melly «Novueau Art Nouveau».

Negli stessi anni anche Londra si colora delle luci e degli arabeschi psichedelici e la band più importante dell’epoca, The Beatles, rende iconica la cultura psichedelica attraverso le fotografie di Richard Avedon realizzate per la promozione dell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967), manipolate in chiave psichedelica dal grafico Hallen Hurlburt, che danno vita a quattro poster oggi parte delle collezioni permanenti di importanti musei, come il Moma di New York o il Victoria & Albert Museum di Londra e scelti per la copertina della mostra perugina nella versione con protagonista John Lennon.

È questo il momento in cui la psichedelia arriva anche in Italia, a Milano, dove Fernanda Pivano, Ettore Sottsass e Allen Ginsberg nel ’67 danno vita alla rivista “Pianeta Fresco”, pubblicata in due soli numeri in 300 copie, sperimentale sia dal punto di vista contenutistico che grafico con prestigiose collaborazioni, tra le quali si ricordano quelle di Andrea Branzi e Archizoom, Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto. Sempre nel 1967, ma Roma, Mario Schifano, seguendo l’esempio di Andy Warhol con la band Velvet Underground, cura un proprio gruppo musicale, Le Stelle di Mario Schifano, per il quale realizza la copertina dell’unico lp prodotto e si cimenta nell’attività di impresario e organizzatore di concerti. L’artista italiano si occupò anche della grafica e delle fotografie di diversi album della band italiana Equipe84 presentati in mostra.

La mostra sarà visitabile dal primo giugno al 15 settembre: nei mesi di giugno, luglio e settembre da martedì a domenica dalle 10 alle 19 (lunedì chiuso); nel mese di agosto dal lunedì alla domenica, sempre dalle 10 alle 19. Ingresso euro 10, ridotto A euro 5, ridotto B euro 4, gratuito da fino a 6 anni.

PENNA HUB

Ma non finisce qui e, in occasione dell’inaugurazione della mostra, si terrà anche il taglio del nastro di Penna hub la nuova caffetteria del Museo civico di palazzo della Penna, rinnovata nel brand e nel progetto, negli spazi e nell’offerta culturale ed enogastronomica. Penna hub dà forma all’idea che ha mosso la scelta del suo nome: trasformare gli spazi in un grande collettore di persone e di interessi connettendoli gli uni agli altri, come un hub negli aeroporti deve essere il luogo che «raccoglie la maggior parte del traffico» fornendo servizi, eventi culturali e momenti di incontro, di scambio e di conoscenza. Nell’idea di hub/aeroporto, inoltre, c’è anche un piccolissimo omaggio alle opere aero-pittoriche di Gerardo Dottori, protagonista, insieme a Joseph Beuys delle due collezioni permanenti del museo.

Il progetto prevede la creazione di servizi e offerte dedicati a un’utenza vasta e trasversale con spazi di coworking, sale adibite ad eventi e concerti sia all’interno, impreziosito da nuovi arredi e dalle decorazioni neoclassiche di Antonio Castelletti, che all’esterno, nell’ampio chiostro caratterizzato dalla presenza dello scalone monumentale progettato da Franco Minissi.
Come condensato nel suo slogan, “Art coffe and music united”, penna hub offrirà anche un fitto calendario di eventi culturali e musicali concentrati principalmente nelle serate di venerdì e sabato. Nel solo mese di giugno, infatti, sono previste dieci esibizioni a ingresso gratuito, in parte o in toto ispirate ai temi della mostra “Psichedelia. Un viaggio nella cultura visiva degli anni Sessanta”, con importanti artisti della scena musicale.

APPUNTAMENTI IN MUSICA

Si comincia il primo giugno alle 18 con Andrea Crömic e si prosegue poi con Blond dj set (2 giugno, dalle 19), Chiskee (7 giugno, dalle 19), Massimo Migliorati e Fab Edelic & Mary Jane (8 giugno, dalle 19), Don Carmelo & Friends (14 giugno, dalle 19), HEXLorenzo Brilli+Nicola Fumo Frattegiani (15 giugno, dalle 19), Luca Bianchi dj set (21 giugno, dalle 19), Claudio Lanteri (22 giugno, dalle 21), Dan Mar dj set (28 giugno, dalle 19) e Fab Mayday dj set e Orchestra Moderna dj set (29 giugno, dalle 19).

Orari di apertura: nei mesi di giugno, luglio e settembre martedì, mercoledì, giovedì, domenica, dalle 9 alle 21.30, venerdì e sabato dalle 9.30 alle 24 (lunedì chiuso); nel mese di agosto lunedì, martedì mercoledì, giovedì, domenica dalle 9 alle 21.30, venerdì e sabato dalle 9 alle 24.

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