ALESSANDRO MINESTRINI
PERUGIA – Una vita da manager di successo tra Italia, Europa e Stati Uniti ma con l’Umbria sempre presente. Il destino ha voluto che dopo decenni in varie parti dello Stivale, del Vecchio e Nuovo continente, Roberto Piccinelli sia tornato nel cuore verde d’Italia per ricoprire un incarico eccellente, quello di direttore generale di Umbria jazz.
«Il mio legame con l’Umbria parte da lontano – racconta – I genitori di mia madre erano di Umbertide e alla fine degli anni ’20 del secolo scorso emigrarono a Roma alla ricerca di lavoro e di un futuro. Stabilitisi nella capitale, mio nonno trovò occupazione come operaio mentre mia nonna ebbe un portierato di un condominio. Dopo molti sacrifici, con i risparmi faticosamente accumulati riuscirono a soddisfare il sogno di una vita: comprare un appartamento a Umbertide, in via XX Settembre, dietro la scuola Garibaldi. Tutte le estati, una volta terminata la scuola, venivamo per le vacanze in Altotevere. Era un mondo tutto diverso da quello della capitale, più semplice ma molto più accogliente e per certi versi intrigante: mi era tra l’altro anche consentito di uscire di casa da solo e stare in giro anche dopo cena».
Piccinelli ricorda quelle giornate come «belle, intense e che hanno inciso fortemente sulla mia personalità. Fin da subito ho fatto amicizia con tanti ragazzini miei coetanei con i quali si è costruito un rapporto profondo, un legame indissolubile. Penso a Marco Sarti, Federico Rinaldi e Gianni Codovini e a tanti altri: penso soprattutto ad un amico grande che purtroppo non c’è più, ma che è e sarà sempre nel mio cuore. Con loro ho vissuto momenti meravigliosi, come vacanze in giro per l’Europa, serate al bar Giardino e in Piattaforma col mitico jukebox, tanti 45 giri e numerosi concerti dal vivo, tra cui quelli delle primissime edizioni di Umbria jazz».
Ora il cuore verde è tornato a tutti gli effetti parte della vita di Piccinelli. «Da giugno – dice – il mio incarico comporta che io trascorra gran parte del mio tempo a Perugia. Con tutti o quasi gli amici di un tempo ci siamo già incontrati e come al solito è stato un piacere enorme rivedersi e scoprire come il nostro affetto sia rimasto immutato negli anni. Nonostante la vita ci abbia indirizzato su percorsi diversi, è emozionante dopo decenni riannodare il filo di quei ricordi; di quando eravamo giovani e spensierati, perché a quell’età i problemi e le preoccupazioni si superavano con il sorriso sulle labbra e si poteva vivere l’attimo».


