m.brun.
PERUGIA – Scegliere il nuovo in politica senza valutare bene i rischi. Se ad attrarre è la novità purchessia, il desiderio di cambiare tanto per cambiare, il volto da debuttante tanto per provare, i cittadini possono finire per trovare sorprese non calcolate all’inizio e che alla fine potrebbero essere poco gradite.
Della parabola di Terni a un anno dall’insediamento di Bandecchi abbiamo detto qui di fianco, ora prendiamo il caso Spoleto, sorretto da una giunta di campo largo con un sindaco proveniente dalla “società civile” (Sisti).
Sul sindaco Sisti e il suo amore per gli autovelox, uno in particolare, abbiamo scherzato. Tenendo presente che l’autovelox, con la nuova normativa, faticherà molto a produrre multe come invece ha fatto nei giorni in cui ha funzionato a pieno regime, sfidando anche Fleximan. Magari, alla fine, a prevalere saranno più i ricorsi e relativi guai.
Ma adesso il primo cittadino si trova ad avere una grana ben diversa. Si tratta di rispondere a un elenco di osservazioni su presunte irregolarità emerse dalla verifica amministrativo contabile eseguita nel suo Comune da ispettori inviati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef).
Questo almeno insistono ad affermare rumors battenti che in città vengono ripetuti. Ci sarebbe anche un documento dettagliato che starebbe girando tra gli uffici.
Quale sarebbero le irregolarità che gli ispettori ministeriali avrebbero contestato?
Si andrebbe dalla mancata conciliazione della situazione debiti/crediti e mancata asseverazione da parte degli organi di controllo delle società partecipate del Comune per gli esercizi fino al 2022. Fino al superamento del limite massimo del compenso dell’amministratore unico dell’ Azienda Farmacie comunali e della società Punto Zero.
E ancora: l’acquisto di gas metano per riscaldamento in via diretta dalla partecipata di secondo livello Vus Com in assenza dei presupposti dell’in house providing e in violazione dell’obbligo di avvalersi della Consip o di altra centrale di committenza. Fino al mancato rispetto dei termini di scadenza delle obbligazioni commerciali negli anni e nei quattro trimestri, 2019, 2020, 2021, nei primi 3 trimestri del 2022 e nel primo trimestre del 2023.
Insomma una serie di rilievi ai quali l’amministrazione comunale dovrà rispondere in maniera “convincente”. Per convincere gli ispettori ministeriali sulla bontà delle scelte fatte e non incorrere in eventuali sanzioni. Ma anche per rassicurare i cittadini che la scelta del nuovo non sia stata temeraria (e quindi con conseguenze per loro e i loro bilanci familiari).


