TERNI – Il vice sindaco Corridore scivola pubblicamente sulla ciclabile. E nessuno lo aiuta a rialzarsi. Anzi. I dipendenti comunali accusati di non aver fatto il loro dovere lasciando chiuso il cancello di accesso alla corsia tracciata di recente all’interno del parco della Passeggiata, mettono nero su bianco le loro azioni corrette segnalando come non esatte quelle del vice sindaco. E il sindacato ci mette il carico da Novanta. Succede tutto nella più calda domenica di luglio, che dopo il video di Corridore diventa incandescente. Il vice sindaco si scusa con i cittadini perché si accorge che il cancello in questione è ancora chiuso e dice: «Io lavoro anche di domenica ma i dipendenti comunali non fanno il loro dovere».
Non è tutto. Un’ora dopo si pregia di aver pubblicato quel video e di aver ottenuto così l’apertura della porte. A questo punto c’è da chiedersi chi le abbia sbloccate. Perché alla Passeggiata vige ancora il divieto di transito delle biciclette e in mancanza del collaudo dei lavori di restyling del parco e di tutta una serie di documenti ancora non pervenuti all’ufficio viabilità- non mobilità come dice Corridore- l’ordinanza di istituzione della ciclabile della Passeggiata non è stata emessa, quindi il cancello non poteva essere ancora aperto.
Poi la presa di posizione di Luca Falcitano, commissario regionale di Cse Flpl Diccap: «Come sindacato riteniamo che un amministratore che governa la città da alcuni anni, prima di certe uscite pubbliche dovrebbe informarsi e chiedere conto ufficialmente ai proprio uffici invece di usare i social per un attacco diretto ai dipendenti. In tanti anni di attività sindacale non avevamo mai assistito ad un fatto del genere, con i dipendenti costretti addirittura a mettere nero su bianco una cosa che dovrebbe esser fatta da chiunque abbia a che fare con un ente pubblico: ovvero rispettare e far rispettare la legge. Ai dipendenti va la totale solidarietà del sindacato autonomo, che chiede anche una retromarcia al vicesindaco che dovrebbe scusarsi e prendere atto che ha sbagliato. Come sindacato condanniamo gli attacchi personali e soprattutto la diffusione social di video che possano mettere delle ombre (sena motivo) sull’operato dei dipendenti. Evidentemente Corridore, preso dall’obbiettivo di avere consenso tra la cittadinanza, non ha pensato alla conseguenze; è pertanto necessario che lui stesso chieda scusa ed usi le sedi competenti e non i social per chiedere delucidazioni sull’operato dei propri dipendenti».


