di Francesco Bircolotti
PERUGIA – Sarà perché è a cavallo tra l’Umbria e le Marche, sarà perché lo spirito di Tolkien vigila su tutto, sarà perché gli estremi di una varietà di anime alla fine riconvergono tutti nel centro di un autentico villaggio della libertà, fatto sta che è arrivato il tempo di una nuova alba per quella Terra di Mezzo che solo un evento fantasy e fantastico come “Montelago Celtic Festival” ogni anno sa generare. Il conto alla rovescia è dunque terminato: dal pomeriggio di mercoledì 31 luglio (e fino al sorgere del sole di domenica 4 agosto) la pianura che si estende da Colfiorito a Serravalle di Chienti torna a riaprire le proprie frontiere per accogliere di nuovo il suo “popolo nomade”, come amano definirlo gli organizzatori de “La Catasta” e del piccolo comune maceratese (supportati da Regione Marche, Provincia di Macerata, Unione Europea, PEFC, Unicam, Legambiente, Croce Rossa Italiana, Cosmari e Ministero della Cultura).
Prontissimi a raccogliere la sfida della prima edizione dopo quella epica del ventennale, andata in scena l’anno scorso, e per questo mai facile quando ci si pone l’obiettivo di fare ancora meglio. A suon di energia da vendere, data certamente dal credito accordato dai partecipanti che hanno fatto alzare il cartello “sold out” in occasione di tutti gli step di vendita dei biglietti per accedere al maxi-vilaggio (ma ci sono ancora 2.000 ingressi disponibili con acquisto in loco), e di una serie di proposte sempre più qualificate sia in tema di offerta musicale, sia di iniziative sempre più curate e caratterizzanti sulle quali imperniare l’interesse di chi dimenticherà per quattro giorni “tutto il mondo fuori”. E poi il valore aggiunto: la certificazione “Ecoevents”, prestigioso riconoscimento per il secondo anno consecutivo, che attesta l’impegno costante nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nell’ambito di campi specifici come la gestione dei rifiuti, la logistica e la mobilità, il food and beverage, la tracciabilità, l’energia, l’acustica, l’uso razionale delle risorse e la responsabilità etico-sociale. Così l’edizione 2024 sarà ancora più a difesa dell’ambiente con gli accorgimenti che sono stati apportati e che tramite il sito internet della manifestazione (www.montelagocelticfestival.it) è possibile conoscere.
Al pari del programma: impossibile, infatti, citare in poche righe tutto quello che il “papà” del Festival Maurizio Serafini e i suoi collaboratori hanno progettato. Per la musica più di trenta live in cinque palchi da mattina a notte inoltrata, band che arrivano da tre continenti, jam session e improvvisazioni.

Per libri e conferenze Tenda Tolkien senza respiro con relatori e scrittori che affronteranno i temi dell’originario rapporto tra uomo e ambiente, razionalità e magia. E proprio in quell’oasi privilegiata di approfondimento la sera dalle 21.30 il “Folkie Horror Picture Show”, inedito cinema di Montelago con tre film di paura proiettati no-stop per accompagnare gli spettatori verso le tenebre. Non mancheranno poi il tradizionale mercato celtico; gli amatissimi giochi celtici presso l’Arena Avalon; il padiglione “The Riddle Pit” per le attività di gioco per esperti e neofiti che potranno sfidarsi in sessioni multi-tavolo, partecipare a workshop tematici, provare nuovi giochi in apposite sessioni dimostrative; il nuovo Balfolk Stage, uno spazio dedicato al balfolk e ai balli tradizionali in genere, con corsi di danze irlandesi, scozzesi e bretoni; i corsi (oltre 50) di musica, artigianato, danza e scienze naturali con i migliori maestri d’Europa. Riflettori puntati, infine, sulla varia umanità che affollerà il più grande campeggio di sempre (posti aumentati) tra tende, colori e vessilli che ogni partecipante studia per settimane prima di presentarsi all’appuntamento per vincere idealmente il titolo di campeggiatore più originale.
Tornando alla musica, per cominciare (appuntamento mercoledì alle 23 sul palco del Main Stage) citeremo solo il primo “asso” calato dal MCF24: i celebri Blind Guardian con il proprio power metal evocativo e lirico. Sarà solo l’inizio.



