Ferdinandi tira dritto sul metrobus: «Troppi 25 milioni di penali, pronti a modificare il progetto»

Affollata assemblea a San Sisto. La sindaca sottopone l’opera a una commissione me i tempi sono stretti

PERUGIA – Conti in tasca e la decisione è bell’e presa. Fermare il Brt costerebbe 25 milioni di penali (è un progetto del Pnrr e una volta presi i soldi bisogna pedalare forte in direzione 2026) che saranno pagati con sacrificio e dolore dai perugini per tanti e lunghi anni. Quindi? La scelta è già scritta: si va avanti col progetto del metrobus. Avanti sì, ma con qualche modifica al progetto iniziale. La sindaca Vittoria Ferdinandi, fatti un po’ di calcoli, opta per la scelta più razionale, rendendola nota nel corso di un’affollata assemblea con i cittadini – alla quale ha preso parte anche l’assessore alla mobilità sostenibile Pierluigi Vossi – che si è svolta nella serata del 23 luglio a San Sisto.  

«Abbiamo dei tempi molto stretti – ha esordito la sindaca – Se non prendiamo una decisione sul Brt dobbiamo restituire i soldi. Posso anche prendere una settimana in più per approfondire con una commissione dei numeri che poi vedremo insieme». Ha proseguito Ferdinandi: «Non voglio passare i prossimi 5 anni a dire che è stata colpa di chi lo ha fatto. Devo prendere in questo momento un decisione e fare in modo che quella non diventi un elemento che ricadrà sulle nostre tasche». Come ha ricordato la prima cittadina «il minimetro costa 1 euro al giorno ai cittadini. Lavoreremo affinché il metrobus non diventi quello. Essere coraggiosi non significa essere temerari. In questo momento non posso dire che tolgo 25 milioni». Platea divisa: c’è chi applaude per il coraggio di Ferdinandi e chi punta il dito contro una promessa da campagna elettorale non mantenuta. L’unica cosa certa è il Brt non sarà chiamato desiderio.

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