Il cantiere del Verdi si ferma: una rondine non fa primavera

La presenza di sedici nidi impone lo stop almeno fino alla fine di settembre: «Distruggerli è reato»

TERNI – Il cantiere del Verdi si ferma. Ad un anno esatto dalla sua inaugurazione, proprio quando stava per iniziare la demolizione del vecchio cinema teatro, l’amministrazione blocca tutto.  Non lo fa perchè ha trovato reperti archeologici importanti scavando,  ma per la presenza di ben sedici nidi di rondine sulla facciata posteriore, quella che sarebbe dovuta venire giù in questi giorni.

La gigantesca gru  era arrivata per accompagnare i lavori “sostanziosi”, che però sono stati rimandati dopo che sul Verdi si è abbattuto uno stormo di rondini.  Ovvero, ci sono i nidi e quelli non si toccano: lo dice la legge 157 del 1992.  Ai sensi della quale  è vietato distruggerli ed uccidere gli esemplari di questi splendidi uccelli migratori che ogni anno dall’Africa raggiungono l’Italia  e che purtroppo, con il trascorrere degli anni, hanno subìto una riduzione notevole della loro popolazione complessiva.

Tutto parte da una segnalazione di alcuni cittadini all’Enpa. Ilaria Orientale, consigliera Enpa, lo comunica all’amministrazione comunale e questa interviene. «Non ho fatto altro che segnalare a Palazzo Spada, tramite posta certificata – racconta Ilaria Orientale –  la presenza di alcuni nidi di rondine ubicati nella facciata posteriore del Verdi. Nella lettera ho anche fatto riferimento alla normativa nazionale che vieta il loro distruzione o danneggiamento».

Il Comune ha immediatamente nominato un ornitologo il quale ha verificato la presenza di 16 nidi individuando tra questi quelli ancora abitati e  ribadendo la necessità di intervenire su quella facciata solo dopo che tutti i nidi siano stati lasciati da adulti e pulli. Ilaria Orientale ci tiene a a sottolineare «la celerità del Comune nel dare seguito alla mia pec, agendo nel pieno della legalità e nel rispetto (dovuto ma non per questo scontato) di questi preziosi animali la cui presenza nelle nostre città deve essere un onore e mai un problema».

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