di Marco Brunacci
Regione, una ultim’ora dalla sinistra+campo largo. È ripartito il pressing sul rettore Maurizio Oliviero, perché sia la Ferdinandi di sinistra che riconquista la Regione, la Cassa rossa, strappata per 5 anni dal centrodestra in 54 anni di storia, con 49 anni di dominio indisturbato.
Emissari hanno bussato alla porta del rettore. Il quale è riuscito a tenere il punto («Non mi candido e non mi candiderò mai») nelle elezioni perugine, anche se l’Università ha avuto un ruolo decisivo sia per l’incontro tra Schlein e Ferdinandi, sia per far funzionare, con gli studenti Udu, l’impressionante macchina da guerra, by Nicodemo, messa a disposizione della Ferdinandi.
Ma stavolta potrebbe finire per cedere, dicono persone a lui vicine, se il pressing crescesse al livello che fa il Manchester City quando i giocatori sono al massimo della forma fisica.
Ma, per attenersi ai fatti che raccontano le attuali indiscrezioni, risulta che al momento Oliviero ha opposto fieri no a tutti.
Il rettore, in scadenza a fine del prossimo anno, resisterà alle sirene del campo largo e anche ai suoi amici importanti più stretti?
Per ora si sa che la candidata in pectore alla presidenza della Regione per conto di sinistra+campo largo, Stefania Proietti, non scioglie la riserva.
Magari un po’ seccata per le voci o magari per non fare la fine del povero Paolo Belardi, usato in maniera spregiudicata come candidato specchietto per le allodole a Perugia.
In questo modo, in ogni caso, torna la suspance, non solo nel centrodestra, in vista della corsa verso la Casa Rossa di fine anno.


