PERUGIA – «Non ci stupisce il no di Ferdinandi e del neo eletto presidente di Auri, Andrea Sisti al termovalorizzatore previsto dal piano regionale dei rifiuti della Regione Umbria per cui facciamo invece i nostri complimenti al vicepresidente della Giunta regionale, Roberto Morroni per aver recentemente incassato il disco verde dalla commissione Europea»: così in una nota il consigliere di Forza Italia, Edoardo Gentili riguardo alle recenti dichiarazioni della sindaca Vittoria Ferdinandi.
Continua l’esponente azzurro: «Non ci stupisce perchè non è una posizione originale, infatti è la stessa che ha caratterizzato l’inerzia e l’immobilismo degli ultimi 30 anni di governo della sinistra in Umbria, e soprattutto è quella tipica del Movimento 5 Stelle a livello nazionale. Lo abbiamo sostenuto in campagna elettorale ed i fatti lo confermano questa è la giunta dei no al progresso, allo sviluppo ed all’innovazione. Una giunta di sinistra-sinistra che in questo caso è schiacciata sulle posizioni di arretratezza del Movimento 5 Stelle. E’ necessario far presente che senza il termovalorizzatore l’Umbria rimarrebbe caratterizzata da un utilizzo delle discariche per oltre il 30% dei rifiuti. E sono proprio le discariche, dal punto di vista scientifico, a rappresentare la scelta più dannosa sotto il profilo della tutela dell’ambiente e della salvaguardia della salute per i cittadini». Aggiunge il vicepresidente dell’assemblea di palazzo dei Priori: «Questa inerzia ha caratterizzato, come detto, gli ultimi 30 anni della gestione regionale dei rifiuti ed è la stessa del 2009 quando le allora giunte di sinistra scrissero nero su bianco di prevedere 2 inceneritori, che però sono rimasti solo sulla carta. Ed è la stessa inerzia che ha comportato l’attuale situazione di urgenza del problema rifiuti in Umbria per cui si è ben intervenuti con un piano moderno, in linea con i parametri europei ed in grado di far uscire la nostra regione dall’arretratezza ed allinearla alle dinamiche ed agli stili gestionali dei paesi maggiormente sviluppati». Prosegue Gentili: «Il no all’inceneritore equivale a dire si all’ampliamento delle discariche, si alla esportazione e vendita di rifiuti fuori regione. Bene le buone pratiche rivolte all’innalzamento della raccolta differenziata, alla riduzione dei rifiuti, e al cambio di mentalità che oggi vede il rifiuto come una opportunità, per la verità già previste con numerose azioni concrete nel soprammenzionato piano recentemente approvato, ma è risaputo, tutto questo non può bastare. La termovalorizzazione è la scelta tecnologicamente più avanzata, e l’unica che assicura in prospettiva i migliori risultati anche dal punto di vista delle emissioni e della tutela dell’ambiente». Conclude l’esponente della minoranza: «Per questo non ci sorprende il no di Ferdinandi e Sisti, ma ci preoccupa perchè riporterebbe la nostra regione indietro di oltre 30 anni».


