Metrobus, Scoccia: «Ferdinandi fa già retromarcia». La sindaca spiega cosa si può modificare

Opposizione all’attacco: «È ora di un bel bagno di realtà, è ora di lavorare nella consapevolezza che le parole e gli impegni hanno un peso». La replica: «Eredità ineluttabile»

PERUGIA – La polemica sul Brt non si ferma a San Sisto. Dopo l’incontro di martedì sera tra la sindaca Vittoria Ferdinandi, l’assessore con delega alla mobilità Pierluigi Vossi e la dirigente alla mobilità Margherita Ambrosi con i comitati di residenti, va all’attacco Margherita Scoccia (Fdi), già candidata alla poltrona di primo cittadino e tra le anime dell’opposizione in consiglio elettorale.

«In campagna elettorale abbiamo sentito dalla sinistra prendere delle posizioni a dir poco affrettate, dettate dal solo obiettivo di attrarre consenso a rapida presa. Questo è accaduto, a Perugia, anche sul tema, tanto discusso dall’attuale maggioranza, del Metrobus: un progetto finanziato dalla Comunità Europea all’interno del fondi del Pnrr dal Comune di Perugia, uno degli enti maggiormente virtuosi per qualità dei progetti ottenuti e per rispetto dei tempi», spiega Scoccia.
«Oggi, dopo una campagna elettorale aspra come mai si era vista in città e dopo aver promesso di interrompere il progetto, l’attuale Amministrazione fa palesemente retromarcia: sentiamo da loro parole meno populiste, finalmente ciò che affermiamo con cognizione di causa appare l’unica strada possibile: un progetto si può migliorare, si deve farlo, tuttavia non è possibile rinunciarvi. Fermare i progetti del Pnrr, come proposto da Ferdinandi, comporterebbe la restituzione di quanto già investito, con conseguenti gravi danni non solo in termini erariali ma anche in termini di sviluppo di Perugia. È ora di un bel bagno di realtà, è ora di lavorare nella consapevolezza che le parole e gli impegni hanno un peso».

«In relazione alla convulsa ed accesa Assemblea sul Brt tenutasi a San Sisto – sottolineano in una nota i consiglieri di Perugia Civica Nilo Arcudi e Chiara Calzoni – è doveroso fare alcune considerazioni sul merito del progetto e riguardo alle promesse elettorali fatte dall’attuale maggioranza. Purtroppo siamo stati facili profeti ad anticipare che durante la campagna elettorale da questa maggioranza sono state avanzate alcune promesse che, a conti fatti, si sono rivelate già irrealizzabili. In particolare l’impegno a rinunciare al progetto del metrobus si è dimostrato insostenibile. Tale rinuncia comporterebbe non solo il rischio di dover pagare ingenti penali, ma anche la perdita dei fondi stanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). È evidente che una corretta pianificazione e una comunicazione trasparente con i cittadini sono fondamentali per evitare malintesi e disillusioni. Solo attraverso un confronto affidabile ed una comunicazione corretta e non manipolata possiamo affrontare le sfide che ci attendono e lavorare per il bene comune della nostra comunità. Come Perugia Civica continueremo ad essere seri ed affidabili con i nostri concittadini senza mai, neanche nelle fasi elettorali, illudere con false promesse che poi dimostrano di avere le gambe corte».

LA REPLICA DELLA SINDACA VITTORIA FERDINANDI


«Si tratta di una progettualità – ha dichiarato la sindaca durante l’assemblea – che solleva in noi enormi criticità e dubbi non solo rispetto alla sua visione complessiva, ma anche in relazione ad aspetti specifici che riguardano la sua realizzazione. E’ evidente che se fossimo stati noi in precedenza al governo della città avremmo scelto di impiegare le risorse del pnrr in altri progetti e direzioni». Ferdinandi ha però evidenziato che, come detto durante la campagna elettorale, la partita del metrobus necessitava di approfondimenti e di attenta analisi degli atti amministrativi, per capire se vi fossero i margini per bloccare il progetto o se, differentemente, fosse comunque necessario andare nella direzione della sua realizzazione magari effettuando modifiche puntuali in linea con gli obiettivi della tutela del patrimonio arboreo ed ambientale e del consumo di suolo zero.
«In questo mese dall’insediamento – ha spiegato la sindaca – e nonostante il fatto che l’assessore alla mobilità (Pierluigi Vossi) sia stato nominato da una sola settimana, sono state effettuate tutte le verifiche del caso da cui è emersa, purtroppo, “un’eredità quasi ineluttabile”. Il primo dato che emerge, infatti, è l’impossibilità di bloccare questa progettualità, perché ciò comporterebbero penali da pagare per complessivi 25 milioni di euro, destinati a pesare direttamente sul bilancio comunale. Di fronte ad una stagione amministrativa di spending review (i tagli sulla spesa previsti si aggirano sui circa 4 milioni) diventa impossibile assumersi la responsabilità politica di quello che potrebbe configurarsi come un vero e proprio danno erariale». «L’unica direzione resta quindi di apportare modifiche al progetto, pur se il raggio d’azione – ha riferito la sindaca – appare assai limitato, perché si tratta di fondi pnrr legati a criteri ben precisi (trasporto pubblico di massa e rapidità) che impediscono modifiche strutturali. Ci sono però un paio di punti su cui si proverà a lavorare: tutela assetto arboreo (mandorli di via Donizetti e pini di viale San Sisto), spostamento della fermata di Sant’Andrea delle Fratte in via Penna, mentre appare impossibile ogni modifica dell’area deposito/parcheggio pur se individuata in una zona agricola».

«Essendo questo lo stato dell’arte sul Metrobus – ha continuato la prima cittadina – ciò che si cercherà di fare è di inserire l’opera all’interno di una progettualità che intende rivedere una visione complessiva del sistema di trasporto e mobilità che diventi efficiente e rispettoso dell’ambiente.
Questa situazione è stata confermata dall’assessore allo sport e mobilità Pierluigi Vossi, che ha fornito i dati del progetto. Il finanziamento in oggetto, confluito nel Pnrr, prevede il rispetto di regole e tempi di realizzazione perentori e dettagliati, con il completamento dell’opera entro il 2026. In caso difforme si corre il rischio di una revoca del finanziamento con tutte le conseguenze dal punto di vista economico, compresa l’ipotesi del danno erariale. A ciò si aggiunge il contratto d’appalto sottoscritto con il gruppo di imprese assegnatario, il cui mancato rispetto o recesso determinerebbe significativi esborsi: 9,8 milioni subito a titolo di penali, risarcimenti danni per la mancata prosecuzione del contratto oltre agli esborsi già effettuati per l’acquisto degli autobus. Il tutto per una somma complessiva di 25 milioni di cui l’Amministrazione non può farsi carico».
Pur con ciò è intenzione della giunta battersi fino in fondo, per quando possibile, per trovare soluzioni volte a tutelare il benessere della popolazione e della natura. Alla luce delle domande e richieste formulate dalla cittadinanza (tutela degli alberi, in particolare a San Sisto ed in via Chiusi, penali, tempi percorrenza, ecc.) e delle relative risposte fornite dalla dirigente Ambrosi, la sindaca Vittoria Ferdinandi ha ribadito in conclusione l’ineluttabilità del progetto: «Essere coraggiosi non significa essere temerari. Amministrare significa valutare una situazione per atti amministrativi, comprensiva di tutte le implicazioni per l’ente, in primis quelle economiche. Questo progetto è frutto, purtroppo, di un processo politico sbagliato, che noi abbiamo ereditato, perché non ha tenuto conto delle necessità reali del territorio. Io sposo ad una ad una le criticità del progetto sollevate dalla cittadinanza, ma c’è un dato fermo: l’impossibilità di fermare oggi o di riprogettare l’intervento a meno di un esborso di penali e spese pari a 25 milioni di euro, insostenibili per un Comune come Perugia a meno di tagliare servizi essenziali (sociale, manutenzioni stradali, ecc.)».
Pur con ciò la sindaca ha preannunciato che nei prossimi giorni la partecipazione non si fermerà e che, per l’effetto, tutti i responsabili dei comitati cittadini nati sul Metrobus verranno convocati affinché si possa ragionare insieme sulle azioni e strategie da adottare.

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