GUBBIO (Perugia) – Non accenna ad attenuarsi lo scontro tra il Pd eugubino e il vertice regionale del partito. Il comitato di reggenza insediatosi in seguito alle dimissioni dell’ex segretario cittadino, Massimiliano Grilli, non accetta i metodi con cui è stato deciso il commissariamento della sezione da parte del leader umbro del partito, Tommaso Bori, che proprio nella giornata di lunedì 29 luglio ha nominato come traghettatore dei dem locali il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti.
«Il segretario umbro del Pd Tommaso Bori – dicono all’unisono Giovanni Manca, Giovanna Uccellani, Ubaldo Casoli, Nicola Maria Aloia e Gianni Fabretti – ha spedito una mail contenente una lettera non datata, non firmata e senza alcun tipo e forma di contraddittorio, per annunciare il commissariamento del circolo del Pd di Gubbio in spregio a qualsiasi regola che disciplina e regola la vita del nostro partito e alla legittima volontà degli iscritti degli organismi elettivi del congresso e degli elettori del Pd di Gubbio». Secondo i reggenti, «questi toni e questi metodi, privi di elementi fattuali e di diritto, vanno respinti integralmente come arbitrari, discrezionali e “bulgari “. Il PD di Gubbio è correttamente governato da una reggenza legittimamente eletta dall’Unione Comunale che, come da statuto, è sovrana». Concludono i reggenti: «La lettera che, a dire di Bori, è scritta a norma statutaria e che si appella a termini altisonanti come Condivisione e Collegialità nella fattiva collaborazione di tutti per affrontare al meglio le elezioni regionali, con la segreteria regionale che resta a disposizione di Gubbio, rimane priva di elementi formali e sostanziali che la rendano ricevibile e accettabile».


