R.P.
PERUGIA – Prosegue la mobilitazione di alcuni sindaci umbri nei confronti del governo nazionale contro i tagli ai Comuni. Più di 40 primi cittadini (tra i quali spiccano quelli di Perugia, Città di Castello, Marsciano Gualdo Tadino, Narni e Castiglione del Lago) chiedono ad Anci Umbria e al suo presidente, il sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, di convocare al più presto un’assemblea. «Quando si ricoprono ruoli istituzionali, con particolare riferimento ai sindaci – si legge nell’appello – nessuno può sentirsi di parte poiché rappresentante di tutti i cittadini delle proprie comunità, per questo ci preme sottolineare come in questi anni, a prescindere dall’estrazione politica dei Governi nazionali e regionali di turno, i Sindaci in Umbria, come in Italia, abbiano sempre tenuto un atteggiamento fortemente critico nei confronti di tutti i provvedimenti che andavano a colpire il ruolo e le funzioni degli enti locali, senza distinzione di appartenenza politica o partitica».
«No ai tagli, dobbiamo garantire servizi». L’appello dei sindaci umbri al governo
Tagli ai Comuni? Serve la verità, non la propaganda
Proseguono i sindaci firmatari: «Per quanto ci riguarda non esistono “Governi amici”, il nostro ruolo istituzionale ci impone altresì di guardare gli effetti delle scelte che vanno, senza dubbio alcuno, a detrimento della possibilità di intervento, soprattutto quando i medesimi vanno a tagliare la spesa corrente. Continueremo, pertanto, insieme a migliaia di Sindaci di tutta Italia a portare avanti le ragioni non di una parte ma delle nostre comunità. Oggi come nel passato si tornano a tagliare risorse ai Comuni perché questo è sancito nero su bianco nei provvedimenti del Governo e così come avvenuto in passato con altri Governi ci batteremo affinchè ciò non accada, perché ce lo impone il nostro ruolo istituzionale. Tacere di fronte a tutto ciò, o peggio ancora farne uno sterile ed inutile strumento di battaglia politica, arrivando a paventare che chi contesta i tagli sarebbe meno virtuoso di chi non lo fa, è quanto di più sbagliato e goffo si possa fare». Proseguono gli amministratori: «Per quanto ci riguarda continueremo nella nostra battaglia su scala regionale e nazionale, per fare in modo che questi provvedimenti vengano rivisti, così come daremo il nostro contributo in tutti i territori alla campagna “Una firma per l’Italia contro l’autonomia differenziata: unita, libera, giusta». Concludono i primi cittadini: «In tutto questo contesto si fa sempre più assordante, al contrario di quanto avvenuto già in diverse regioni, il silenzio di Anci Umbria, al cui presidente chiediamo di convocare al più presto un’assemblea di tutti i sindaci umbri al fine di discutere e approfondire questi temi e possibilmente condividere strategie di intervento comune».
I sindaci firmatari dell’appello: Luca Cupello (Allerona), Fabio Di Gioia (Arrone), Stefania Proietti (Assisi), Luca Conti (Avigliano Umbro), Damiano Bernardini (Baschi), Erigo Pecci (Bastia Umbra), Annarita Falsacappa (Bevagna), Mario De Carolis (Cascia), Daniele Longaroni (Castel Viscardo), Matteo Burico (Castiglione del Lago), Luca Secondi (Città di Castello), Laura Antonelli (Collazzone), Lorenzo Pierotti (Corciano), Andrea Capponi (Costacciaro), Lorenzo Polidori (Fossato di Vico), Gianluca Coata (Fratta Todina), Massimiliano Presciutti (Gualdo Tadino), Giampiero Lattanzi (Guardea), Gianluca Moscioni (Lisciano Niccone), Massimo Lagetti (Magione), Michele Moretti (Marsciano), Francesco Federici (Massa Martana), Letizia Michelini (Monte Santa Maria Tiberina), Federico Gori (Montecchio), Alfredo Gentili (Montefalco), Rachele Taccalozzi (Montefranco), Mirco Rinaldi (Montone), Lorenzo Lucarelli (Narni), Luca Dini (Paciano), Giulio Cherubini (Panicale), Valentino Filippetti (Parrano), Sandro Pasquali (Passignano sul Trasimeno), Stefano Paoluzzi (Penna in Teverina), Vittoria Ferdinandi (Perugia), Roberto Ferricelli (Piegaro), Francesco Rizzuti (Pietrlunga), Filippo Marini (Poggiodomo), Stefano Veschi (San Giustino), Marsilio Marinelli (San Venanzo), Fabio Vergari (Scheggia e Pascelupo), Giampiero Fugnanesi (Sigillo), Moreno Landrini (Spello), Andrea Sisti (Spoleto), Agnese Benedetti (Vallo di Nera).
A intervenire sulla questione è anche il segretario regionale del Partito democratico, Tommaso Bori: «Troppo impegnato a scavalcare il Consiglio comunale e a umiliare l’opposizione, pur democraticamente eletta, per prendere una posizione chiara e netta contro i tagli del Governo ai Comuni umbri». Il numero uno umbro dei dem, punta quindi il dito contro «la mancata presa di posizione del presidente Anci Umbria, Michele Toniaccini, sui tagli milionari del Governo ai Comuni umbri». Per Bori «il sindaco di Deruta Michele Toniaccini, presidente pro-tempore dell’Associazione nazionale dei comuni italiani dell’Umbria – spiega Bori – dovrebbe essere la prima voce che si leva a difesa delle città e dei loro rappresentanti, senza colori politici o campanilismi di sorta. Invece, ci dispiace evidenziare il suo più totale silenzio in merito alla triste vicenda dei tagli del Governo che nei prossimi anni falcidieranno i bilanci delle città. Un ‘contributo alla finanza pubblica’, li chiamano ironicamente i documenti del Mef, che si traducono in una maxi sforbiciata da 200 milioni dal 2024 al 2028. Per l’Umbria la riduzione prevista è di 16 milioni, 4 per esempio solo a Perugia. Ebbene, di fronte ad una scelta scellerata che potrebbe costringere i sindaci a ridurre i servizi o ad aumentare le tariffe, in un periodo di certo non facile per i cittadini, il nostro presidente Anci non ha detto una parola».
La replica di Toniaccini
«Apprendo con grande stupore il comunicato stampa di alcuni Sindaci chiaramente di centro-sinistra in merito alla mia presunta mancanza di volontà di affrontare il tema urgente, delicato e grave del taglio dei fondi di Bilancio»: inizia così la replica del presidente di Anci Umbria, Michele Toniaccini.
«Tengo a precisare – prosegue – che non solo non è pervenuta dagli stessi nessuna richiesta ufficiale di convocazione dell’Ufficio di Presidenza Anci Umbria né tanto meno del Consiglio Direttivo o dell’assemblea per trattare la questione, ma che gli ultimi tre uffici di Presidenza da me convocati sono andati deserti per mancanza del numero legale per le numerose assenze anche di alcuni di quei Sindaci che hanno sottoscritto il comunicato, impedendomi di porre la questione specifica fra le comunicazioni del Presidente».
Toniaccini si augura «che questi Sindaci così solerti da prendere posizione sulla stampa e sui social, magari ad uso elettorale, lo saranno altrettanto nelle sedi istituzionali ed associative per trattare anche altri temi importanti che interessano i nostri cittadini e le nostre comunità. In questi anni ho sempre svolto il mio ruolo ispirandomi alla massima correttezza ed imparzialità ponendo al centro della mia attività la difesa delle Amministrazioni comunali e dei Sindaci, primo livello istituzionale e baluardo delle nostre comunità a prescindere dal colore politico del Governo del momento e continuerò a farlo fino all’ultimo giorno del mio mandato». Conclude il presidente: «Sarà mia premura convocare subito l’ennesimo incontro Anci Umbria con la speranza di affrontare tutte le problematiche in maniera serena come abbiamo fatto in tante occasione privilegiando l’unità e la condivisione che ci ha distinto anche nei momenti più bui e difficili dell’emergenza sanitaria».


