TERNI – Una rondine non fa primavera ma costa salata. La vicenda dello stop del cantiere del Verdi per i sedici nidi riscontrati da un ornitologo esperto nominato dal Comune, sulla facciata posteriore del cinema teatro, di cui solo sei abitati, è destinata a lasciare strascichi. La questione, a quanto pare, non si esaurirà con il volo degli uccelli che se tutto bene potrebbe avvenire alla fine di settembre.
Il blocco del cantiere per quasi due mesi non influirà solo sul cronoprogramma. C’è anche un problema di costi, per un intervento che da Pnrr ammonta a 14 milioni di euro.
Ogni giorno di fermo per un cantiere del genere – tra cassa integrazione, noleggio gru e impalcature, mancata fatturazione – costa almeno due mila euro. Da qui a settembre siamo intorno a centomila.
Ed il contenzioso è dietro l’ angolo. In casi analoghi – per i fermi dovuti a imprevisti – i contratti tutelano le ditte aggiudicatarie dell’ appalto. Nel caso del Verdi e delle rondini la ditta con molta probabilità busserà denari al Comune. D’altronde le nidificazioni sono tutelate da una legge dello Stato. Casomai occorreva intervenire prima del deposito delle uova, rimuovendo i nidi e trasportandoli in luoghi più idonei. Una operazione – spiegano gli esperti – che è più facile a dirsi che a farsi: la rondine è un animale abitudinario. Ogni anno ritorna nel luogo della nidificazione. Di sicuro a primavera 2025 troveranno il botteghino del Verdi ancora chiuso.


