di Marco Brunacci
PERUGIA – Verso le regionali, l’inizio della sfida.
1.Stefania Proietti è in piena fase di annuncio. Quelli che nel suo staff non aspettavano altro che vederla salire al soglio più alto dell’Umbria hanno già tirato un sospiro di sollievo. La festa del Perdono si avvicina e con la festa l’ufficializzazione della candidatura. Non sarà una legislazione facile – qualora Proietti vinca secondo il pronostico ormai detto e ripetuto ad ogni pizzo delle strade umbre – perchè la sinistra, che è l’architrave della nuova struttura della coalizione “sinistra più campo extralarge”, conta su una maggioranza schiacciante dei consensi all’interno della coalizione. Se c’era rimasto un dubbio era proprio su questo: perchè lasciare a una moderata, di espressione cattolica (linea vescovo Sorrentino), il posto di candidata presidente adesso che può vincere benissimo un personaggio di estrazione ben più radicale (l’esempio di Ferdinandi a Perugia fa già scuola).
A Proietti spetterà – se i pronostici si avvereranno – il ruolo della foglia di fico, almeno così profetizzano quasi tutti, a destra e a sinistra. Lei è spigolosa, avveduta e capace di farsi valere, ma i numeri sono i numeri: il centro nella coalizione ha la forza del due di bastoni quando la briscola è coppe.
A Perugia, dove ha fatto un buon risultato e partiva da un consistente patrimonio di voti, Azione è stata dolcemente relegata in uno scantinato dalla nuova sindaca. Figurarsi quel che succederà in Umbria. Il ruolo dei renziani, poi, dovrebbe essere più oggetto di studio di Recalcati e degli psicoterapeuti che dei politologi. Degli ex margherita dentro il Pd abbiamo già detto: viene loro riconosciuto il diritto di applaudire le scelte della stragrande maggioranza del partito.
Più che vincere (almeno in questo momento, sapendo che la politica è fluida), il problema di Proietti è come tenere in linea di galleggiamento il suo vascello quando governerà.
2.Donatella Tesei è a un passo dalla nomination ufficiale. Che c’è già stata e stata di nuovo e ancora una volta. Per questo è ancora per certi versi in bilico, anche se il capitano Salvini è atteso a ore in Umbria e dovrebbe garantire in maniera definitiva la scelta.
Il pressing di Tajani, con Nevi mediatore, per un ticket di candidati Romizi-Agabiti non sembra destinato ad avere successo. La candidatura civica, che avrebbe dovuto cambiare i destini della competizione elettorale, sembra più destinata a diventare una candidatura per sindaco di Assisi.
In attesa dell’ultima conferma, a questo punto, l’interesse è tutto per la strategia che sceglierà Tesei per risalire la china dei consensi.
Una cosa è certa: Tesei chiederà ai partiti della coalizione di mettere in campo liste forti. Fratelli d’Italia pare abbia già risposto all’appello. La sua lista sarà molto competitiva, se verrà confermata.
3.Ecco i nomi che girano (e sembra che abbiano già il via libera). Prima tra tutti la super capolista Paola Agabiti Urbani, che ha fatto bene sia al bilancio che al turismo come assessore, e guida la pattuglia delle donne Fdi: anche Pace, Proietti e Mierla. Quindi il neoentrato in Fdi, Nicchi, per Terni ma soprattutto il segretario Cecconi. Poi anche mister preferenze a Perugia, Giambartolomei, con Cretoni da Spoleto, stessa linea iper zaffiniana, per andare a Vitali (Gualdo Tadino) fino a Ranchicchio (Todi). Perugia deve scegliere anche tra Nannarone (favorito) e Mencaglia. Foligno va su Galligari, poi c’è Persia da Torgiano. Uno schieramento non male.


