M.Brun.
PERUGIA – Verso le regionali, ancora con tante incognite.
1La data delle elezioni sta diventando più importante di quel che si pensava in un primo momento. Tutti attendono a giorni le dimissioni del presidente della Liguria, Toti, che porterebbe al voto anche la sua regione. In questo caso, considerando che ci sono anche Comuni che prossimi alle elezioni, potrebbe tornare d’attualità il ricorso a una election day. Anche l’Emilia Romagna potrebbe essere invitata insieme a Umbria e Liguria ad accodarsi, per esempio, a fine novembre o primi di dicembre. È l’ipotesi che si fa in questo momento. Importante sarà l’incontro Tesei-Salvini previsto per inizio agosto.
2.Qui sinistra-campo extralarge. La dedizione al progetto Schlein, vincente a Perugia, da parte dei partitini di Renzi e di Calenda qui in Umbria, è assoluta. Gnagnarini (Iv) non aspetta altro che un cenno, anche se Renzi è più un peso, un ingombro, con la sua storia e il suo nome, per l’avanzata del progetto. Leonelli è stata maltrattato a Perugia ma, incurante, ha già rilanciato, insieme a un gruppo di socialisti, in vista della regione.
3La candidata Amleto-Proietti, campo extralarge sul filo. Il momento di empasse è evidente. I dubbi ci stanno. Il rinvio della decisione a fine mese anche. Molto interessante uno spunto di Maurizio Ronconi, storico parlamentare dell’Udc, prptagonista umbro della politica per decenni, che spiega a Umbria7: «La scelta di Stefania Proietti di attendere ancora per rispondere alle sollecitazioni, perfino frettolose, forse anche per sopire sul nascere differenze ed ambizioni, per una sua candidatura alle regionali sottende, a mio avviso, una giusta prudenza oltre alla volontà di una maggiore intellegibilità sul nome del candidato di centro destra». Aggiunge Ronconi: «L’attesa della Proietti, dettata anche da maturata esperienza politica, è conseguente anche, probabilmente, alla volontà di non essere la candidata del campo largo ma semmai per un progetto diverso più attinente alla sua storia e comunque non laicista e libertario come pur legittimamente è stato imposto a Perugia». Conclusione: «L’Umbria non è Perugia e necessita di approccio elettorale diverso».


