Ad Avigliano Umbro in mostra Primarosa Cesarini Sforza

Evento organizzato dal Laboratorio del Paesaggio all’interno dell’Agosto aviglianese 

TERNI – In occasione di “Arte in Biblioteca” ci sarà in mostra un’artista d’eccezione: Primarosa Cesarini Sforza, la cui fama internazionale, onorerà la biblioteca comunale di Avigliano Umbro dall’11 al 15 agosto. L’evento è organizzato dal Laboratorio del Paesaggio. Nel pomeriggio sarà proiettato al teatro comunale alle ore 19  anche un mediometraggio “La materia e il perimetro” realizzato da Giulia Raparelli in occasione della mostra antologica su Primarosa Cesarini Sforza di Villa Torlonia dell’aprile scorso. Saranno presenti l’artista e la regista.

L’esposizione permette di cogliere alcuni aspetti dell’arte di Primarosa: l’artista accosta zone di colore e disegni, tagli e cuciture, pezze di stoffa, pastelli, carte, inchiostri, rete metallica, piccoli oggetti e ritagli, legni, spaghi e crea  un mondo fantastico in cui i personaggi si delineano e si dissestano, quasi a voler entrare di soppiatto negli occhi degli osservatori per scombinare il senso emotivo della percezione e suggerire una dimensione che conduce a risvolti enigmatici. Fortemente legato al fare manuale e alle suggestioni della materia,  l’assemblage è un dispositivo che incorpora e dà forma a temi desunti dal quotidiano e dal banale ma riproposti nei termini di memoria e fantasmagoria.”

«Nelle opere di Primarosa la trama narrativa, e non descrittiva, consiste nell’accostare immagini estremamente attraenti, che pur appartenendo alla realtà, fiori, animali, oggetti, sagome umane, ci trasportano in un mondo inanimato, fantastico, dove ogni cosa ha valore in sé, ci suggerisce una storia di pura invenzione». (Claudia Terenzi). La proiezione sarà preceduta da un altro importante appuntamento col concerto “La poesia diventa musica” musica per cinque liriche di Federico García Lorca per due chitarre dall’Archivio di Alessandro Casagrande con i chitarristi Kevin Scimia e David Paccara  la voce narrante di Danilo Paludi.

Scritta nel 1958, l’opera presentata da 3 allievi del Conservatorio Briccialdi di Terni vede Alessandro Casagrande interessarsi al lavoro del grande Federico Garcìa Lorca. Nella scelta di far narrare delle poesie accompagnate da due strumenti molto legati alla Spagna, le chitarre classiche, Casagrande crea delle atmosfere suggestive all’interno delle quali raccontare delle storie. Tutte incentrate sul tema dell’Amore, ogni volta da una diversa prospettiva, dalla più nobile, la sofferenza per amore, a quella cruda della molestia. La seconda delle due parti è la messa in musica del famoso “Lamento per Ignazio”, diviso in 4 stanze e scritto in memoria del defunto amico e Torero. La poesia di Garcia Lorca subisce così un’amplificazione grazie alla musica che la sostiene e la incoraggia, così come in alcuni momenti avviene il contrario, essendo la parola a dare significato al suono.
Il lavoro presentato è rimasto per decenni nell’archivio di stato di Terni e solo nel 2023 riportato alla luce grazie alla collaborazione con il Conservatorio Briccialdi di Terni, che si è impegnato per riportare la dovuta attenzione su questo titolo della produzione di Alessandro Casagrande.

 Primarosa Cesarini Sforza in realtà non ha mai iniziato a fare l’artista, è nata senza che potesse fare altro. Ma questa predestinazione, che nulla ha di imperscrutabile poiché viene da una famiglia in cui si sono intrecciate intere genealogie di artisti, l’ha presa sin da subito in mano e se l’è cucita addosso perfettamente a sua misura, a sua scelta e a suo gusto. Oggetti trovati, già smarriti, riacquistano significato in un archivio della memoria dove le opere  scivolano fuori dai confini dati per intrecciarsi, sovrapporsi, riannodarsi e interferire le une con le altre. Spaghi e fili ricuciono le cesure delle carte e delle tele, fili, ora colorati e sgargianti, che diventano la materia stessa dell’opera disegnando i contorni e i perimetri delle figure ma allo stesso tempo lasciandone indefiniti i margini.
Anche nei libri d’artista, l’assemblage di materie e oggetti diversi, da lacerti di spartiti a mappe ritrovate, si sommano e sovrappongono in un ordito di pagine per letture stratificate recuperano le manualità femminili svuotandole dei sensi patriarcali; modella, cuce, ricama, organizza mondi incantevoli, anche in forma di fulminanti libri, come se fosse tutto una parodia di quei sensi disseccati e inservibili come un ago spezzato.

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