DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – I nodi al pettine. L’amministrazione, ma anche la politica, finita la propaganda.
Il test fondamentale per una città è il livello della sicurezza. Adesso che la campagna elettorale è finita, la giunta in carica ha il dovere di garantire uno dei valori primari della convivenza civile.
I fatti “delittuosi” a Perugia sono tornati a preoccupare. Tanto. Gli accoltellamenti in piazza Grimana, come i furti negli appartamenti dei quartieri intorno al centro. Abbastanza per chiedersi se la strada sia quella per tornare a Perugia del 2012, quella delle bande che comandavano la città diventata outlet dell’eroina. Adesso, che non c’è più motivo per fare propaganda, è il momento delle risposte alle domanda dei cittadini. Chi si offende, si offenda pure. Ma Perugia è uscita da un incubo e nessuno vuole tornarci.
Fu un sottosegretario agli Interni del Pd, Marco Minniti, il primo a segnalare i numeri dell’anomalia sicurezza a Perugia. Nel 2012 volavano i tavolini in corso Vannucci e gli spacciatori la facevano da padroni. Per uscire da quell’incubo sono venuti a Perugia alcuni tra i migliori servitori dello Stato che l’Italia poteva annoverare. Prefetti, questori, comandanti dei carabinieri. Che dichiararono guerra ai gestori dell’outlet dell’eroina.
La campagna elettorale è finita. Ora la giunta scelta dai cittadini deve garantire la sicurezza di tutti ed evitare le derive del passato. Non ha alcun rilievo di chi siano le colpe. Il futuro preoccupa.
È stato attivato in queste ore il Tavolo della sicurezza. Bene. In campo prefetto, questore, comandante dei carabinieri. È stato deciso un opportuno dispiegamento di forze. Anche polizia municipale e polizia provinciale. Faranno quelle attività di pubblica sicurezza che sono la prevenzione, per quel che possibile, e la repressione del crimine quando con la prevenzione non si riesce. Rispetto all’inclusione (ricetta con la quale il campo extralarge ha vinto le elezioni) dovra’ pensare la giunta comunale, scelta dai cittadini.
L’importante è non tornare alla Perugia del 2012. L’importante non è la propaganda né la politica né il colore delle amministrazione. È invece salvare i livelli di convivenza civile. Ognuno nel suo ruolo. Il prefetto il questore, il comandamenti dei carabinieri. E l’amministrazione comunale.
Il primo segnale dato dalla Giunta non è però rassicurante: per seguire il decisivo tema sicurezza non è stato indicato un assessore, ma un consigliere. Competenza? Un social media manager (Donato), scelto col manuale Cencelli alla mano. Evidentemente quel posto toccava ai cinquestelle. Ma sulla sicurezza, più di ogni altro settore, si deve giudicare dai fatti. La partenza non è buona, magari strada facendo si migliora. Come tutti sperano.


