Gregari di lusso e portatori d’acqua eccellenti, il campo extralarge prova a tirare la volata a Proietti

Al momento la coalizione che sostiene la sindaca di Assisi sembra inattaccabile nella corsa verso palazzo Donini. Ma occhio alle forature

ALESSANDRO MINESTRINI

PERUGIA – Il campo extralarge ai nastri di partenza per la corsa della vita, la gara più sentita e attesa degli ultimi anni.

Il traguardo è fissato tra corso Vannucci e piazza Italia, in quel palazzo Donini perso un lustro fa e che vuole essere a tutti i costi riconquistato. La velocista di punta ha un nome e un cognome prestigiosi: Stefania Proietti, ingegnere, 49 anni, colei che ha strappato alla destra Assisi riportando a sinistra una roccaforte che sembrava inespugnabile. La squadra che la sosterrà contro un’altra corazzata – quella del centrodestra che ritenta la carta della governatrice uscente, Donatella Tesei – è pronta a darsi cambi e controcambi in attesa della volata finale prevista tra novembre e dicembre. Una formazione che sembra granitica e incrollabile, dove la parte del leone la fanno partiti e realtà più a gauche: il Pd schleiniano, i duri e puri del Movimento 5 Stelle, i falchi di Alleanza Verdi Sinistra, ciò che rimane di Rifondazione Comunista, i civici di Sisti più i movimenti che sono stati il traino del successo di Vittoria Ferdinandi alle amministrative perugine. In posizione più defilata – ma non troppo – è invece schierata l’ala più moderata del team formata da Azione, Italia Viva, socialisti e monniani. Una coalizione, di primo acchito, resistente più dell’acciaio e inespugnabile come un maniero. Ma, attenzione, qualche piccola falla c’è. Per esempio: Italia Viva deve fare i conti con l’approdo definitivo nel centrodestra di Emanuela Mori, già segretaria perugina dei renziani che alle scorse comunali ha fin da subito appoggiato Margherita Scoccia. Il garofano – come accade dalla caduta della prima repubblica – tiene petali di qua e altri di là: la stragrande maggioranza dei socialisti ha scelto Proietti, ma una fetta importante (quella che vede come esponente massimo Nilo Arcudi) non ha alcuna intenzione di tornare a sinistra e rimane nel campo del centrodestra. E, infine, le cooperative: una volta saldamente ancorati ai progressisti mentre ora una parte (vedasi il mondo legato ad Andrea Fora) ha scelto la trincea opposta. Senza dimenticare che alla voce altri candidati c’è Marco Rizzo, che ancora qualche consenso dalla galassia della sinistra radicale più oltranzista riesce a strapparlo. Pronti, via. Che la sgambata abbia inizio.

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