TERNI – Un cantiere complicato e anche sfortunato. Non bastavano le rondini, che hanno di fatto bloccato per tutta l’ estate i lavori di demolizione del vecchio manufatto. Ora, nel progetto di ricostruzione entra in gioco anche la variante. Quel cambio in corso d’opera voluto dai tecnici di Palazzo Spada che non andrà ad incidere sulla forma e la capienza del nuovo contenitore ma che riguarderà esclusivamente opere infrastrutturali, come le fondamenta e i sostegni alle pareti.
Verranno adottati palificazioni e strutture portanti ugualmente efficienti ma meno costose. Il risparmio sarà di circa 400mila euro. Poro più del 6 per cento, perché l’intervento complessivo sfiora i 14milioni.
Un progetto che è stato redatto e appaltato dall’ amministrazione Latini. La giunta Bandecchi ha flirtato a lungo con gli amanti del Poletti ,che chiedevano una rivoluzione dell’ intervento e la riedificazione del teatro andato perduto nei bombardamenti del ’44. L’ assessore ai Lavori Pubblici, Giovanni Maggi, non ha mai negato il sue debole per il teatro all’italiana, ma poi è andato avanti con il progetto targato Latini. Troppo costoso ribaltare il tavolo con il rischio di perdere i finanziamenti del Pnrr. Che venga rispettata la scadenza del 2026 – quella stabilita dal governo e dall’ unione europea – è comunque sempre più difficile. Al momento occorre attendere che le rondini lascino i nidi. Un imprevisto non messo nel conto dalla direzione dei lavori anche se quella zona di città da sempre è caratterizzata dalla presenza di centinaia di nidi di rondini, animali visti con grande simpatia dai ternani in quanto preziosi nella lotta agli insetti. Volate le rondini bisognerà procedere alle demolizioni e alle palificazioni. Più economiche in quanto a budget ma più dispendiose nei tempi di realizzazione.


