foto di Andrea Fais gruppo Progetto Fontivegge

La sindaca Vittoria Ferdinandi in visita a Fontivegge

Un momento di confronto per parlare di sicurezza con associazioni di cittadini e commercianti

Redazione Perugia

PERUGIA – È stata la realtà Progetto Fontivegge a organizzare mercoledì 21 agosto, nella sede dell’associazione per i diritti degli anziani (Ada), un incontro con la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, accompagnata per l’occasione dall’assessora alle Politiche sociali Costanza Spera.

«Il confronto – si legge in una nota pubblicata sulla pagina Facebook del gruppo Progetto Fontivegge – ha visto anche la partecipazione dello stesso direttivo dell’Ada Umbria, guidato dal presidente Luciano Taborchi, di alcuni rappresentanti del Comitato Via Angeloni 43-51 (supercondominio) e di Federico Minciarelli, socio titolare della Tabaccheria 18, in rappresentanza dei commercianti della zona. Durante le circa due ore di discussione sono emerse le numerose criticità presenti nel quartiere, a partire dai gravi problemi legati allo spaccio e al consumo di stupefacenti, alla prostituzione, al degrado e all’incuria. Da parte sua, Progetto Fontivegge ha ribadito le tre richieste già avanzate lo scorso 26 giugno, ovvero il mantenimento del Nucleo sicurezza e decoro della polizia locale dedicato al quartiere, delle due ordinanze (anti-alcol e anti-prostituzione) e del taser in dotazione agli agenti di polizia locale».

«La sindaca Ferdinandi – prosegue a nota – ha sottolineato che è massima l’attenzione dell’amministrazione comunale rispetto ai fenomeni di microcriminalità riemersi in città durante la stagione estiva, non solo a Fontivegge ma anche in piazza Grimana. Ha inoltre garantito l’intenzione di potenziare il piano sicurezza già in essere, rassicurando i presenti in tema di coordinamento con le forze dell’ordine».
«Nessuna delle misure attualmente in vigore sarà allentata ha ribadito Ferdinandi, che ha aggiunto: «Sto anzi parlando con il questore e il prefetto per potenziarle laddove sia possibile».

«Spazio anche al ruolo delle associazioni e dei comitati, ritenuti fondamentali dall’amministrazione nel quadro della sorveglianza e del recupero complessivo dei quartieri, considerando la repressione necessaria ma non sufficiente a risolvere gli atavici problemi di Fontivegge alla radice. Ai presidi di polizia, l’amministrazione vorrebbe dunque affiancare misure di facilitazione per attrarre nuove attività commerciali, coinvolgere i proprietari delle aree in stato di abbandono e promuovere, laddove possibile, piani di inserimento per immigrati regolari a fini di avviamento al lavoro. È stato infine chiesta alla sindaca la disponibilità per un incontro pubblico col quartiere, da organizzare possibilmente nel prossimo mese di ottobre. Seguiranno aggiornamenti».

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