di Francesco Bircolotti
PERUGIA – È notte fonda quando ti giri a guardare la “città nomade” più grande d’Europa che comincia a dormire e, mentre fa quasi freddo dopo i 35 gradi diurni nonostante i 750 metri sul livello del mare, ti accorgi che le prime 48 ore del “Montelago Celtic Festival” hanno già fatto registrare il maggior successo di sempre. Un bel pezzo di libro su questa edizione 21 della kermesse nel cuore della pianura di Colfiorito potrebbe già essere scritto, infatti. Con capitoli che resteranno nella storia, forse ancor più dell’edizione del ventennale quando nella scorsa estate si pensava di aver raggiunto il massimo del raggiungibile. Ne avevamo parlato nel pomeriggio sotto il tendone del leggendario Mortimer Pub con Maurizio Serafini, ideatore e patron della manifestazione è il suo volto era diventato radioso mentre gli facevamo notare l’iperbole incredibilmente in ascesa di suoni, luci, volti, idee, profumi e stili di vita che da sempre rendono magico il festival. Un “sempre” che diventa “sempre di più”, quasi senza freni, “perché qui c’è il raggiungimento – spiega Serafini – della libertà e di quel mondo ideale che ognuno di noi vorrebbe per sé. Un mondo dove non ci sono distinzioni, dove ognuno può esprimersi a piacimento, dove regnano amicizia e amore. Ma attenzione: sempre nel rispetto dell’altro e anche della natura, perché qui in vent’anni non c’è mai stato un episodio sopra le righe, così come abbiamo raggiunto l’apice della sostenibilità ambientale e della corretta convivenza con la natura”.
E così arrivare al “sold out” è stato un gioco da ragazzi, bruciando tutti i tempi: gli ultimi 2.000 biglietti, acquistabili solo in loco, sono andati via in 8 ore mercoledì. “Un grosso aiuto – chiarisce l’organizzatore, che si avvale di decine di collaboratori con il chiodo fisso “Montelago” in mente per 12 mesi all’anno – ce lo dà la musica e credo che il livello raggiunto stavolta, con scelte anche rischiose, lo confermi”. Come quella di infiammare il main stage con il metal di un gruppo che ha fatto storia come i Blind Guardian che hanno richiamato pubblico da tutta Italia e unito i gusti musicali di tanti partecipanti ignari del fatto che un festival originariamente di musica celtica può anche essere altro. Risultato: un delirio. Scatenato in modo altrettanto convincente dagli estoni Trad.Attack!, divertentissimi e bravi, con ulteriore dimostrazione che si può suonare una cornamusa stesi sorretti dal pubblico e con il palco ben distante. L’idea è venuta alla brava Sandra Sillamaa, oltretutto eccellente vocalist e suonatrice di scacciapensieri. Ma sono solo due delle mille storie da palco che si potrebbero raccontare. Da quella dell’australiano Mark Saul Mark Saul che avrà pure tagliato i capelli ma continua ad incantare con l’incontro fra il sound tradizionale della cornamusa e l’elettronica, il folk, il rock, la musica classica; e quell’altra dei Valkanorr, gruppo del circondario torinese con special guest palermitana, che dopo essere arrivati secondi lo scorso anno ci hanno riprovato fino a vincere l’“European Celtic Contest” che vale, oltre a una meritata grandissima soddisfazione, nel 2025 anche la partecipazione a tutti i festival che fanno parte del circuito e soprattutto il palco del main stage di Montelago per quel concerto di chiusura che invece sabato notte (ore 4.30) vedrà di scena i folignati Carro Bestiame, vincitori 12 mesi fa di questo concorso per nuove proposte artistiche, che aveva visto raggiungere la finale anche i casertani YKO & The Fact Knowers, i vicentini Rondeau de Fauvel e i francesi Lemonfly .
Fin qui la musica, ma nella “terra di mezzo” umbro-marchigiana di tolkeniana memoria c’è anche tutto un altro mondo. Fatto di mille appuntamenti nel corso della giornata tra giochi celtici che esaltano il fisico, corsi con i più disparati strumenti musicali, romantici matrimoni con rito nordico, incontri culturali sulla letteratura di settore, perfino il cinema in notturna con una partecipatissima rassegna da brividi dal titolo “Folkie Horror Picture Show a cura di CROC – Una specie di cinema e AIS – Anonima Impresa Sociale (stasera dalle 21 a notte fonda in rotazione “Lamb”, con ambientazione in Islanda). E poi l’accampamento celtico, i cibi e le bevande tipiche in abbinamento a quelli dei nostri territori, l’infinito mercato con qualsiasi tipo di mercanzia non solo tematica. Ma su tutti, vero cuore e segreto del successo, la colorata partecipazione del popolo di Montelago, non importa se in costume (in foto alcuni esempi), in vesti succinte o “in borghese”. Un trionfo di anime e stili di vita tutt’intorno ad un fuoco (imperdibile alle 22.45 di oggi all’Harp Stage “The Fire Circle”, lo spazio dedicato ad ogni fuochista, giocoliere, Balrog e druido cherosenico del mondo per una performance collettiva che illuminerà l’altopiano sulle note di una soundtrack originale dei veneti Kanseil) oppure sotto un palco (in sequenza sul più grande l’arpista Alan Stivell, gli statunitensi principi del country Gangstagrass e i bretoni Startijenn, miscelatori di tradizione, rock, folk e rap).
LE FOTO










