MONTONE (Perugia) – Un tuffo nel passato per vivere atmosfere antiche. Una settimana di cultura nel segno della tradizione, sfida per aggiudicarsi il palio del seicentenario della morte di Braccio da Montone. Dall’11 al 18 agosto torna la Donazione della Santa Spina, una delle rievocazioni storiche più antiche e suggestive dell’Umbria.
In un’atmosfera dal sopore medievale i tre rioni (Porta del Borgo, Porta del Monte e Porta del Verziere) si affrontano per aggiudicarsi il Palio ed eleggere la propria castellana. Una settimana di festeggiamenti dunque per preservare la memoria e la tradizione del borgo e dei suoi personaggi più illustri attraverso spettacoli, eventi culturali e gare di tiro con l’arco; ricordando le gesta della Famiglia Fortebracci: dal padre Braccio, grande capitano di ventura fino al figlio, Carlo, che ha donato a Montone la Santa Spina, per recare onore e prestigio al suo paese e alla sua gente. La regia è nelle mani del Consiglio della Pro loco montonese, con il contributo dell’amministrazione comunale, ma la manifestazione coinvolge l’intera comunità. La manifestazione avrà il suo avvio domenica 11 agosto. In questa prima giornata alle ore 18,30 all’Auditorium San Fedele è prevista l’inaugurazione della mostra fotografica “Palio della Santa Spina: 30 anni di sfide” a cura della Pro loco. Mentre alle 21,30 in Piazza Fortebraccio è in programma la presentazione delle castellane con l’esibizione degli sbandieratori di Gubbio. Il 12 agosto presso la Rocca di Braccio alle 21,30 i Bandi di sfida tra i rioni. Il 13 agosto invece alle ore 18 sempre presso la Rocca sarà la volta dei giochi popolari tra i giovani dei rioni, mentre il 14 in Via San Francesco dalle 21 rappresentazione medievale del rione Porta del borgo dal titolo “Non c’è più vento”. Giovedì 15 alle ore 11,30 al Museo San Francesco sarà possibile partecipare alla visita guidata alla scoperta della storia della reliquia; alle 18,30 nella Chiesa di San Francesco inaugurazione della mostra “Capitani di ventura e castellane” (opere su carta di Luigi Simonetta); alle 21 in Via Caseti rappresentazione medievale del Rione Porta del Monte dal titolo “Canto di Braccio”. Il 16 invece alle 21 sarà il Rione Porta del Verziere a presentare il proprio spettacolo medievale in zona Le fonti dal titolo “L’ultima mossa. Aldilà del vivere e del morire”. Sabato 17 agosto alle ore 11 nella Chiesa di San Francesco conferenza su “Il ritorno di Braccio: la guerra e le false notizie”. A seguire al Museo inaugurazione del Museo multimediale dei Fortebracci. Nel pomeriggio alle 18 gara di turo con l’arco tra i rioni e alle 21,30 proclamazione del rione vincitore. Infine domenica 18 alle ore 18 il corteo storico della Donazione della Santa Spina. Durante la settimana di festeggiamenti il Museo San Francesco propone due incontri gratuiti con le maestranze artigiane locali, nelle seguenti giornate: domenica 11 agosto, ore 15.30 “La fucina medievale – Laboratorio sull’arte fabbrile presso “L’ Infernaccio dei Mastri Fabbri”; sabato 17 agosto, ore 15.30 Officina Sartoris – Laboratorio di sartoria sulla realizzazione di costumi storici con le maestranze dei Rioni.
Afferma Raffaele Bei, presidente della Pro loco montonese: «Sarà un’edizione molto attesa, sia per il ritorno dei Bandi di sfida tra i Rioni, sia per i festeggiamenti dei 600 anni dalla morte di Braccio da Montone. Un ringraziamento, fin d’ora, va a tutti i volontari che si adoperano per la buona riuscita della festa e anche alla nuova amministrazione comunale che si è subito resa disponibile per una proficua collaborazione. Con queste premesse e con il ricco programma che è stato preparato, c’è da aspettarsi un’ edizione molto positiva della festa e con un numero crescente di visitatori». Per il sindaco Mirco Rinaldi «nel nostro borgo la storia e la tradizione trovano il loro compimento in una rievocazione unica nel suo genere, con una funzione non solo storiografica e teatrale, ma anche divulgativa: viene raccontata la storia, fatta dai grandi nomi che hanno segnato le sorti d’Italia, ma anche quella più nascosta, quella della gente comune».


