TERNI- «Dopo anni di stop, la notizia del ritorno della Festa dell’ Unità mi ha lasciato incredulo. Non tanto per il ritorno all’antica pratica di occupare un giardino pubblico per una festa di partito; non solo perché è stato scelto dalla dirigenza del Pd ternano un giardino che gli stessi hanno colpevolmente tenuto chiuso per oltre dieci anni (il parco di Cardeto ); non soltanto inoltre perché in cinquanta anni di governo della città non sono riusciti a concepire uno spazio pubblico di comunità dove organizzare la loro festa di partito. Ciò che più mi ha stupito è la pratica irrispettosa e di ostentazione rispetto al momento di grande crisi che la città sta vivendo. Una città, la nostra, che è sul baratro dal punto di vista culturale, sociale ed economico. Una città che grida con le costanti chiusure ogni giorno la difficoltà che vive. Una città arrabbiata a tal punto da diventare a tratti violenta. E proprio in questa stagione una certa sinistra, sospinta solo dall’ agognata vittoria del Comune di Perugia, proprio ora intende ritornare alle vecchie prassi e al famigerato gioco del Palo della Cuccagna. Seppure la mia contrarietà possa sembrare strumentale per fare contestazione politica, in realtà credo più semplicemente che questa scelta sia stata sospinta solo dal livore nei confronti della destra ma soprattutto dalla conseguenza di diverse assenze; assenza di idee e assenza di programmi da parte di quella sinistra, che in quota parte e certamente involontariamente, e’ stata responsabile inerme della Terni di oggi».


