TERNI- «Giovedì andremo dal prefetto di Terni per chiedere un trattamento equo rispetto al tuyor della Valnerina. Non può essere che il Comune di Terni incassi e i residenti di Arrone, Montefranco e Ferentillo paghino».
Elisabetta Cascelli, Fabio Di Gioia, Rachele Taccalozzi e Remigio Venanzi si recheranno a Palazzo del Governo per chiedere lo spegnimento dell’autovelox nelle fasce orarie di maggior transito per i pendolari.
«Fino ad ora tutte le nostre proposte non sono state prese in considerazione dall’amministrazione Bandecchi – dichiara Di Gioia – per queto ci rivolgiamo al prefetto. Il tutor è sì una questione di sicurezza ma è anche uno strumento che andrà ad incidere sulla qualità della vita di centinaia e centinaia di famiglie residenti nei comuni delle Valnerina. Abitare nei nostri borghi è già difficoltoso. Ora si aggiunge una penalizzazione che andrà ad incidere sullo spopolamento del territorio». L’incontro di giovedì è l’ultimo appello. Dal canto suo l’amministrazione Bandecchi procede per la sua strada. Nella mattinata di mercoledì ha annunciato, con un o stringatissimo comunicato, l’attivazione del tutor dalla mezzanotte e zero uno di sabato 10 agosto, notte di San Lorenzo. Quando a cadere, oltre alle stelle, saranno molte patenti.
Elisabetta Cascelli, sindaco di Ferentillo, ribadisce il fatto che con il titor la strada non diventerà più sicura: «Troppo transitata da auto, mezzi agricoli, runner, ciclisti, cavalli, andrebbe rifatta». Al prefetto chiederà una diversa organizzazione del tutor a partire dallo spegnimento in fasce orarie.


