Tutor senza tutori: ora il killer della Valnerina non ha più padri

Il vicesindaco di Terni dice che l’ hanno voluto i sindaci della Valnerina. Ma quello di Arrone non ci sta

TERNI – È senza padri il tutor della Valnerina. Le uniche certezze è che si trova nel territorio del Comune di Terni e che Palazzo Spada si aspetta di incassare almeno un milione di euro l’ anno.
Per il resto non c’è paternità politica. Dopo giorni di silenzio l’ amministrazione Bandecchi ha reagito alle accuse di voler fare solo cassa.
«Ma come ora vi lamentate, eppure siete stati voi sindaci della Valnerina a chiedere il tutor insieme al sindaco Latini» – l’ attacco dell’ attuale vicesindaco Riccardo Corridore.
Ma Fabio Di Gioia, primo cittadino di Arrone, non ci sta:«”Occhio: noi avevamo ipotizzato l’ installazione di un autovelox».
In effetti il tutor insiste su un tratto di cinque chilometri e richiede che per tutto il tratto si vada sotto i cinquanta all’ ora di media. Un meccanismo infernale che rischia di colpire l’automobilista a ripetizione: lungo la statale ci sono almeno altri quattro autovelox nel raggio di poco più di venti chilometri.
I sindaci della Valnerina da settimane chiedono che il limite sia innalzato a 60 chilometri all’ ora. Fabio Di Gioia anche la chiusura nelle fasce orarie in cui e i pendolari vanno a Terni e rientrano a casa per motivi di lavoro e di studio.
I quattro sindaci – di Ferentillo, Montefranco, Polino e Arrone, sono andati dal prefetto di Terni per trovare una soluzione più equa, perchè così ad incassare è il Comune di Terni e a pagare saranno soprattutto i residenti della Valnerina.
Un incontro che non è piaciuto a Stefano Bandecchi: «La competenza è di Anas non capisco che cosa siano andati a fare dal prefetto». Per non sbagliarsi con i limiti di velocità Bandecchi il suo intervento lo ha fatto dal transatlantico, intenso non come Montecitorio, ma come la sua imbarcazione.

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