Alternativa popolare stacca le chat per morosità

Chi non paga la quota al partito viene espulso dai gruppi di WhatsApp

TERNI – L’ordine è arrivato via whatsapp  e in questo caso lo hanno potuto leggere tutti. Nelle quattro chat che raggruppano i militanti di Alternativa popolare è arrivato il taglio legato alla quota annuale: chi non è in regola con i versamenti  al partito sarà espulso dai gruppi di whatsapp.

Un castigo telefonico per colpire i morosi,  coloro che non hanno versato la quota (25 euro per gli over 35, 10 euro per gli under 35). Una “purga” che prevede una vera e propria rivoluzione organizzativa dell’armamentario telefonico: d’ora in poi una sola chat accessibile a chi ha la ricevuta di versamento in tasca. La segretaria organizzativa di Ap, Noemi Fogliano, ha l’incarico di ristrutturare i contatti telefonici e di andare a riscuotere, la dove è possibile, le morosità. La richiesta dei 25 euro ha suscitato non poco stupore nei simpatizzanti e nei militanti di Alternativa popolare. Finora il versamento delle quote veniva considerato un aspetto non fondamentale in un partito che è abituato alla generosità del multimilionario Stefano Bandecchi. In tanti, soprattutto quelli che provengono da altre esperienze politiche, avevano notato che spesso le cene di Ap venivano offerte da Bandecchi, così come le spese per le campagne elettorali sono in gran parte sovvenzionate dal sindaco. Ora, invece, i militanti dovranno aprire il portafogli e versare il proprio contributo come si fa in tutti gli altri  partiti.

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