Corridore e il caso Mercedes / Ferranti: «Pensavo che il consiglio fosse il luogo giusto per fare chiarezza. Ora non mi resta che rivolgermi alle autorità che fanno controlli»

Il consigliere azzurro: «La mia interrogazione bocciata per la privacy nel giorno in cui non c’era il question time e io non ero presente. Una grossa anomalia». «Vado avanti perché penso che i cittadini ternani abbiano diritto ad avere risposte»

R.U.

TERNI – Il consigliere Chico Ferranti, titolare dell’interrogazione respinta dalla presidenza del consiglio comunale ternano per motivi di privacy sul caso della ormai famosa Mercedes del vicesindaco Corridore, è sorpreso.
Risponde alle domande di Umbria7:
«Pensavo che il consiglio comunale fosse il luogo per fare chiarezza dopo le notizie di stampa di ormai dieci giorni fa. Rispondere, a mio avviso, sarebbe stato utile in primis al vicesindaco Corridore per dissipare ogni possibile dubbio, ma invece prendo atto che è tutto molto diverso».
Cioè?
«Intanto sono senza parole per le variazioni procedurali che questa amministrazione riesce a fare. Penso che quella del consiglio di oggi sia una sorta di “anomalia autodifensiva”, che non riesco a mettere in nessuna delle caselle giuridiche che conosco. A quel che so – il segretario comunale mi può aiutare anche se non penso che ci siano novità rispetto a questo – si risponde alle interrogazioni durante il question time, quando è presente il consigliere che ha interrogato. Qui hanno fatto il massimo: non c’era il question time e non c’era il consigliere interrogante, che ero io e avevo improrogabili impegni di lavoro. Come è possibile? La presidente del consiglio comunale decide di occuparsi di una cosa che non è all’ordine del giorno? Non solo: decide che non si risponderà a una interrogazione senza che sia presente l’interrogante, il quale a ragion veduta poteva obiettare?»
Come mai una così vistosa anomalia regolamentare, secondo quel che lei dice?
«Posso solo pensare che avessero una grande fretta di accantonare l’argomento. Altro non so. Chiederò al segretario comunale se sono cambiate le cose. È vero che a Terni ormai succede di tutto, però leggi e regolamenti dovrebbero essere rispettati».
Ma sulla sostanza del rigetto dell’interrogazione che intende fare?
«Semplice. Pensavo che il consiglio comunale fosse il luogo giusto per fare chiarezza. Prendo atto che in consiglio comunale chiarezza non si farà. Quindi mi rivolgerò, nei tempi più brevi possibili, agli organi deputati a fare controlli e indagini per vedere se almeno loro possono dare risposte ai cittadini ternani, in merito a questioni sollevate da organi di stampa. E i cittadini ternani, secondo me, hanno tutto il diritto ad avere risposte».

È privacy, Corridore non risponderà all’interrogazione sul caso Mercedes. La città resta col fiato sospeso – Forse, seguendo la scuola di Terni, il ministro Sangiuliano avrebbe potuto evitare le dimissioni. E, a proposito di Sangiuliano, qualcosa davvero lega la Boccia a Terni?

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