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UMBERTIDE (Perugia) – Promossa a pieni voti. Massimo D’Alema, com’è nel suo stile, non usa giri di parole e benedice la corsa verso palazzo Donini della candidata del Patto avanti, Stefania Proietti.
L’ex premier, già uomo simbolo della sinistra italiana e attualmente presidente della fondazione ItalianiEuropei, lo ha fatto prima di prendere parte a un’iniziativa sui 40 anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer che si è svolta nel pomeriggio di domenica 15 settembre durante la festa regionale dell’Unità.
A dialogare insieme a D’Alema è stato il presidente dell’Isuc, Alberto Stramaccioni, con l’incontro moderato dalla giornalista Federica Magro. Presenti nelle prime file della platea anche volti storici della sinistra umbra come Maria Rita Lorenzetti, Vannio Brozzi, Piero Mignini, Renato Locchi e Maurizio Rosi, posizionati a poche sedie di distanza dal segretario regionale del Pd, Tommaso Bori. «Vedo che c’è ottimismo – ha affermato il primo (e attualmente unico) ex figlio del Pci che ha varcato la soglia di palazzo Chigi – non solo per la convergenza così larga dei partiti e di tante personalità della società civile ma soprattutto per l’eccellente candidatura». Proietti, ha aggiunto, «è un’ottima amministratrice e una donna di grande spessore». La fiducia non manca: «Credo che questa volta – ha chiosato – le cose possano andare bene». Il ricordo di Berlinguer, secondo D’Alema, è sempre vivo: «Sono rimasto colpito in questo quarantennale dalle tante iniziative che ci sono state in tutta Italia e dalle tante persone che hanno visitato le mostre dedicate a Berlinguer. È veramente impressionante come dopo tanti anni ancora la sua personalità abbia un fascino, una presa forte e generi interesse anche in generazioni di italiani che non lo hanno conosciuto».
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