ASSISI (Perugia) – Bagno di folla per l’inizio della campagna elettorale di Stefania Proietti. Lyrick pieno in ogni ordine di posto, con più di mille sostenitori presenti. A dare inizio all’evento l’abbraccio tra la candidata del Patto avanti e la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi. In platea tutti i maggiorenti del centrosinistra umbro e tanti amministratori locali. Sul palco della piazza ideale realizzata sul palco del teatro si avvicendano cinque tra giovani e professionisti. A prendere la parola è la prima cittadina dell’acropoli: «È bello rivedervi qui per un’altra bella sfida che sembra impossibile ma che passo dopo passo, persona dopo persona diventa possibile».
L’ovazione accoglie l’inizio del discorso di Proietti: «Ci separano 58 giorni da un sogno che vogliamo realizzare insieme a tutte le umbre e tutti gli umbri. Vogliamo realizzare un’Umbria diversa da ogni passato, per e non contro. Faremo una campagna elettorale bella e propositiva. Sarà di dialettica e di dialogo, seguendo l’esempio di San Francesco. Vogliamo evitare le guerre perché ce ne sono già tante». Sarà un cammino basato sui diritti come quelli «alla sanità pubblica, alla scuola, ad avere le infrastrutture a non essere cittadini di serie A o di serie B. Senza dimenticare il diritto a un ambiente pulito che possiamo valorizzare sempre di più». Centralità anche ai valori: «Faremo in modo che l’Umbria abbia un suo posto di rilievo nella cooperazione internazionale e nello sviluppo economico innovativo. Protagonismo assoluto dei giovani, faremo in modo che siano loro a stendere il programma». Dopo aver ricordato che «il 2025 sarà l’anno del Giubileo e si celebreranno gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Sono due eventi che rappresentano una grande opportunità per l’Umbria», Proietti ha proseguito così: «Usciti da qui ciascuno di noi porti coloro che sono lontani dalla politica. La nostra campagna elettorale deve essere la festa della democrazia e della partecipazione, trovando soluzioni migliori attraverso l’ascolto. Con il coraggio non si perde mai».
L’INTERVISTA: «UN SOGNO DA PORTARE AGLI UMBRI»
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