TERNI – La città resterà col fiato sospeso. Il vicesindaco Corridore non risponderà all’interrogazione del consigliere di Fi, Ferranti, sul caso della Mercedes e della zia del vicesindaco – ha annunciato la presidente del consiglio comunale di Terni – perché l’interrogazione comporterebbe una violazione della privacy. L’interrogazione potrebbe essere addirittura una istigazione a commettere un reato.
Il caso non va quindi considerato di rilevanza politica, a giudizio della presidente del Consiglio comunale e a giudizio della Giunta.
I cittadini elettori ternani non sono tenuti quindi a sapere le modalità (e gli eventuali benefici) su come sia stata acquistata la Mercedes e i particolari sull’uso dei permessi per sostare in zone handicap in relazione alla zia di Corridore.
Detto in altre parole: sono da considerare fatti suoi.
La cosa curiosa della mattina in consiglio comunale a Terni, di solito molto vivace se non tempestoso, è che tutto questo viene comunicato nel mentre si annuncia una apposita Commissione per indagare sul caso Mercedes e che il sindaco Bandecchi in persona promette di attivare.
Una sorta di perfetto corto circuito. Su cosa potrebbe indagare la Commissione comunale se la questione è coperta da privacy?
Va aggiunto, allargando gli orizzonti da Terni, che se il ministro Sangiuliano avesse saputo della determinazione raggiunta a Terni magari poteva anche evitare le dimissioni.
Ma la citazione di Sangiuliano e di Terni non è qui fatta a caso: il quotidiano La Stampa mette in relazione l’aumento di followers del sito web della signora Boccia, all’origine delle dimissioni di Sangiuliano per il quale non è valsa al privacy, col mondo che gravita intorno al sindaco Bandecchi. Nel prendere le distanze da quanto riportato dal quotidiano La Stampa, va detto che Terni resta terra di curiose circostanze, al di là degli sputi.


