Redazione Terni
PERUGIA – Domenica 29 settembre, per tutta la giornata, i consiglieri comunali e i sindaci dei comuni potranno votare per il rinnovo del consiglio provinciale.
A Perugia sembra regnare la pace, mentre nel Ternano all’ultimo momento è corsa a chiamarsi fuori. C’è chi ritira la propria candidatura a poche ore dal voto mostrando di essere in disaccordo con le strategie messe a punto dai propri partiti o dalle proprie coalizioni. Il primo a fare un passo indietro è stato Luciano Conti, il sindaco di Avigliano Umbro che lamenta la mancanza di una strategia per dare rappresentatività ai territori. In parole più semplici Conti deve aver capito che non c’è verso di entrare nel prossimo consiglio: di non avere i voti sufficienti per essere eletto. Evidentemente il Partito democratico ha deciso di puntare su altri territori, ad iniziare da Terni.
Ancora più clamoroso il passo indietro di Marco Cecconi, di Fratelli d’Italia, che pure nei giorni scorsi si era dato da fare per contattare i colleghi consiglieri comunali di tutta la provincia per chiedere il loro consenso. A quanto sembra su Cecconi più che un problema di consensi ha giocato un ruolo decisivo il recente accordo stipulato tra il centrodestra e l ’Alternativa popolare di Stefano Bandecchi. Cecconi ha sempre visto come fumo negli occhi l’accordo regionale, che poi a cascata ha portato ad intese che riguardano la Provincia e che a breve riguarderanno il Servizio Idrico Integrato.
Evidentemente Cecconi non se la sente di andare a governare Palazzo Bazzani insieme a quelli che nel consiglio comunale di Terni sono la sua controparte. Cecconi in questi 14 mesi si è distinto per i duri scontri con Bandecchi e gli amministratori di Ap. È stata invece al gioco delle alleanze la presidente Laura Pernazza, di Forza Italia, che governerà la Provincia fino al 2025 grazie alla nuova maggioranza centrodestra più Ap. La Pernazza viene data anche come possibile candidata alle Regionali di novembre. Ma il suo percorso sembra davvero moto difficoltoso, data la concorrenza interna che c’è su Perugia, con l’ex sindaco Romizi e l’assessore Fioroni in primissima linea.
QUI PERUGIA
Niente scossoni invece su Perugia. La pace regna sovrana su piazza Italia e come da tradizione il duello vedrà contrapporsi centrosinistra (Provincia Unita) e centrodestra (Provincia Libera). Se nelle ultime provinciali si registrò un pareggio inedito tra i due schieramenti (con 6 seggi a testa con la presidente Proietti decisiva per la maggioranza progressista) questa volta, invece – complice la riconquista di importanti Comuni per il campo largo come Perugia, Bastia Umbra e Marsciano – la bilancia penderà senza colpi di scena in favore del centrosinistra. Occhi puntati sul primo cittadino dem di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali, in odore di successione a Proietti anno prossimo quando sindaci e consiglieri comunali saranno chiamati alle urne per scegliere il nuovo presidente dell’ente.


