R.T.
TERNI – Prima dell’avvento della stagione autunnale si addensano le nubi, nere è un eufemismo, sul Pd ternano. Delle débâcle di natura prettamente politica abbiamo parlato molte volte e che nulla sia mai cambiato altrettanto.
Il programma politico della Festa, ancora in corso, ripropone la solita nomenclatura cittadina ed è la testimonianza di come tutto cambi per non cambiare niente. Intanto cerchiamo di fare ordine. La prima grana da superare riguarda i presunti problemi della storica sede di via Mazzini, perderla sarebbe davvero un brutto colpo. La seconda questione riguarda le dimissioni del Prof. Dott. salvatore della sinistra cittadina, persona e professionista per bene, José Marìa Kenny. A poco più di un anno il candidato scelto dalla segreteria comunale lascia e se ne va per un incarico fuori dall’Italia. Ora la domanda sorge spontanea, ma come giustificheranno questo abbandono della nave? Ma soprattutto non sfugge il potenziale e ormai sicuro indebolimento del Pd per le prossime provinciali. Non si poteva aspettare? Forse un seggio per la segreteria comunale vale poco, dalla serie: siamo rimasti meno di quattro gatti. Però la Schlein a Terni è venuta e ha detto «Qui è andata male». E noi aggiungiamo: a tratti malissimo.


