R.U.
TERNI – Umbria7 da settimane aveva avvertito i suoi lettori delle tensioni all’interno del Pd ternano. Ma era stata fin troppo prudente. Non covava fuoco sotto la cenere. Solo fuoco, per la cenere ci sarà tempo.
L’ultima uscita esplosiva è stata quella di Fabio Paparelli che, nell’escludere le sue dimissioni dal partito, verga una nota che è fuoco sul partito.
Dice lo storico leader ternano: «Ho solo espresso due concetti:
1) la provincia di Terni non può esprimere più di cinque candidature nella lista del PD riguardo le elezioni regionali. Le 5 sono pari ad un quarto della lista così come la popolazione della Provincia di Terni è un quarto della popolazione regionale;
2) ritengo l’ipotesi di lista che viene avanti conflittuale e non aperta minimamente alla società civile, con il rischio che le candidature di questo territorio rischiano di elidersi a vicenda».
La nota è soft nel tono, ma conferma quanto critica sia la posizione dell’ex vicepresidente Pd della Regione.
Conclusione: il Pd ternano sembra sempre più diviso, con la parte degli “storici” lontana mille miglia dalle posizioni di chi si riconosce nella linea della segreteria regionale. Che, da parte sua, qualche bella preoccupazione per il futuro la nutre.


