DI DIEGO DIOMEDI
L’edizione 2024 segna il traguardo dei 25 anni di manifestazione. Tra le novità, anche la presenza di un’azienda umbra, Tenuta San Pietro a Pettine. L’importante realtà trasformerà la Taverna Morlupo non solo in un’eccellente cucina dove gustare primi piatti a base di tartufo, ma la farà diventare un vero centro di approfondimento su questo pregiato tubero, svelandone segreti, curiosità e qualità, diffondendo la conoscenza delle tradizioni e delle pratiche legate ad esso.

San Pietro a Pettine e Carlo Caporicci
San Pietro a Pettine è un’azienda che ha portato oltre i confini nazionali il tartufo e l’Umbria e sono ben 48 i ristoranti stellati di tutto il Mondo a cui fornisce non solo il proprio prodotto, ma tutta la propria esperienza e passione. Una sorta di “scuola del tartufo” che in occasione de i Primi d’ Italia si trasferirà a Foligno.
È intervenuto anche Carlo Caporicci, titolare dell’azienda Tenuta San Pietro a Pettine: “Il tartufo non è solo un prodotto gastronomico di grande pregio, ma rappresenta un patrimonio culturale e una tradizione che vogliamo condividere con tutti”. Continua “La nostra partecipazione a Primi d’Italia ci riempie di entusiasmo, perché è un’occasione unica per condividere consapevolezza sul tartufo e trasferire tutto il nostro sapere in materia, non solo con gli addetti al settore con cui siamo abituati a confrontarci, ma con il grande pubblico”.
Da gustare
Una taverna tematica dedicata al tartufo quindi, dove protagonisti non saranno solo i tre primi piatti da poter degustare singolarmente o in tris:
1) “Come fosse panna e tartufo” dunque cappelletti con ricotta di pecora Colforcella e tartufo in doppia consistenza.
2) “… a nozze con i funghi”; paccheri all’uovo con funghi porcini trifolati e tartufo.
3) “Batti il farro finché è caldo”; strangozzi tradizionali con farina di farro della Valnerina, pomodorini infornati e pesto di tartufo.



