PERUGIA – «Con la proposta di legge regionale sulla famiglia della giunta Tesei, ci troviamo di fronte all’ennesima manovra politica che non affronta le vere emergenze sociali dell’Umbria. Mentre la regione è segnata da tragedie come quella di Fratticciola e dal suicidio di una giovane 12enne, il governo regionale risponde con una riformicchia che non fa altro che perpetuare il fallimento delle sue politiche sociali». Lo sottolinea il candidato alle regionali Matteo Severini, del Movimento 5 Stelle.
Continua Severini: «La legge proposta offre una serie di misure che appaiono più come un tentativo di guadagnare consenso che come una risposta concreta ai problemi reali. Tra le misure più controverse ci sono la disincentivazione all’interruzione volontaria di gravidanza tramite il coinvolgimento di associazioni antiabortiste e l’esclusione delle coppie omogenitoriali da qualsiasi forma di sostegno per l’adozione. Interventi non solo divisivi e ideologici ma che ignorano le vere necessità delle famiglie umbre. La legge prevede anche finanziamenti frammentari che non risolvono i problemi strutturali della nostra regione. Ai fondi esigui per borse di studio, per le scuole paritarie, bonus mamme, bonus per centri estivi e corsi di sport e piccole indennità per famiglie numerose, si aggiungono ora nuovi bonus per le spese della gravidanza e per il welfare aziendale. Interventi insufficienti e frammentari rispetto alla gravità della crisi demografica e sociale che affrontiamo. L’Umbria perde ogni anno 7000 abitanti e le aree interne sono in rapido spopolamento. Questi problemi richiedono soluzioni ben più consistenti di quelle offerte dalla giunta Tesei. Per affrontare seriamente la crisi è necessario un impegno finanziario e politico strutturato. Servono almeno 100 milioni di euro all’anno, non solo per incentivare la natalità e sostenere le famiglie, ma anche per prevenire il disagio sociale. È essenziale investire nella salute mentale degli adolescenti, sviluppare programmi di educazione all’affettività e sostenere le famiglie nella gestione delle dipendenze e dei disturbi psicologici. Il nostro sistema di welfare è già sotto pressione e dopo la pandemia da Covid-19, gli accessi ai servizi psichiatrici per adolescenti sono aumentati del 100%. Non basta incentivare la natalità per poi far crescere ragazzi senza serie politiche di prevenzione e di orientamento formativo. È tempo di abbandonare le promesse vuote e le guerre ideologiche sulla famiglia e dedicarsi seriamente a risolvere i problemi reali che affliggono l’Umbria. La tutela delle famiglie è un’emergenza umbra, non un vessillo politico da fine mandato».


