Sì alla legge sulla famiglia: in arrivo 30 milioni. «L’Umbria diventa ancora più bella»

La Lega punzecchia Proietti: «Sta con chi vuole l’utero in affitto o con l’ala cattolica e moderata della sinistra?»

PERUGIA – Il disco verde tanto atteso è arrivato. Via libera dell’aula di palazzo Cesaroni alla legge regionle sulla famiglia con i 15 sì della maggioranza di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Patto Civico) e della consigliera Porzi (Misto). Non hanno preso parte al voto i consiglieri del Pd Michele Bettarelli e Simona Meloni insieme al capogruppo del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca. Astenuto, infine, il consigliere Bianconi (Misto).

Così la presidente Tesei nel suo intervento: «Abbiamo messo a disposizione 30 milioni per interventi strutturali, che coinvolgono diversi assessorati, su cui i giovani, i minori, le famiglie possono fare affidamento per il futuro. Di ideologia in questa legge non c’è nulla. E non c’è traccia di propaganda elettorale. Avere o non avere certi sostegni può fare la differenza. Ma ciò non toglie che siano necessari interventi per incrementare il tasso di occupazione, cosa che peraltro in questi ultimi anni è avvenuta. Con la legge sulla famiglia l’Umbria è una Regione più bella e con più strumenti per affrontare le difficoltà». Soddisfazione viene espressa dal segretario regionale della Lega e dalla vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Paola Fioroni, prima firmataria del provvedimento: «La Lega mantiene le promesse. Con questo atto la famiglia torna al centro delle politiche della Regione Umbria che si dota di uno strumento fondamentale per combattere la crisi demografica. Viste le finalità di questo documento ci aspettavamo una risposta unanime, invece registriamo le solite polemiche della sinistra schierata con le lobby Lgbt e sempre più lontana dalle reali esigenze dei cittadini. Una sinistra radicata su posizioni estremiste, che vede nella famiglia naturale riconosciuta dalla Costituzione italiana un nemico da combattere nel nome degli interessi ideologici di pochi». Prosegue Marchetti: «A questo proposito mi chiedo quale sia la posizione di Stefania Proietti, candidata alle prossime elezioni regionali in rappresentanza di un campo largo dove il desiderio di poltrone funge da collante per tenere insieme l’estrema sinistra con forze più moderate che hanno espresso parole di apprezzamento nei confronti di questa legge. Chi come la Proietti si è presentata alla cittadinanza citando il Cantico delle Creature e facendosi portavoce del messaggio di San Francesco che si ispira ai valori cattolici, da che parte intende schierarsi? Con chi vorrebbe utero in affitto e genitore1 e genitore2 o con l’ala cattolica e moderata della sinistra?».  Queste le parole del consigliere Fora: «Questa legge non solo promuove la natalità, ma affronta l’inverno demografico con politiche concrete a sostegno della genitorialità e della vita familiare, introducendo misure che mirano a rimuovere gli ostacoli economici, sociali e culturali che troppo spesso scoraggiano la formazione di nuovi nuclei familiari. Con questo testo, la Regione Umbria si impegna a sviluppare politiche che abbracciano un ampio ventaglio di ambiti fondamentali: dalla tutela della vita, alla salute, al diritto all’abitazione, fino all’istruzione, alla formazione e al lavoro. Questi settori sono interconnessi e necessitano di un approccio integrato per garantire che ogni famiglia sia messa nelle condizioni di crescere, prosperare e contribuire al benessere della collettività. Nel testo di legge proposto all’approvazione dell’Aula non c’è però alcun elemento di ridondanza o eccesso ideologico. Investire nella famiglia significa investire nel futuro dell’Umbria. Riconoscere il valore delle relazioni familiari, sostenere le nuove generazioni e difendere la vita in tutte le sue fasi non è solo un dovere morale, ma una necessità strategica per garantire lo sviluppo e la tenuta del nostro tessuto sociale. La legge proposta, non restringe diritti, non discrimina nessuna e nessuno, amplia facoltà, aumenta gli interventi in favore della Vita, senza ledere in alcun modo le prerogative della donna e della sua inappellabile decisione».

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