TERNI – Raccontano che mercoledì sera Stefano Bandecchi abbia impiegato due minuti per prendere la decisione di chiudere le scole di ogni ordine e grado del suo comune.
Al sindaco superdecisionista è bastato leggere il bollettino della protezione civile della Regione dell’Umbria che per la giornata di giovedì 3 ottobre prevedeva il rischio idrogeologico arancione.Un allarme di media entità. Ma Bandecchi ad ora di cena ha deciso di chiudere tutto, persino l’università. Il meteo ha voluto però che la giornata di giovedì mattina si è aperta con una pioggia di media entità, nessuna bomba d’acqua, nessuna tempesta, nessun tornado. Una normalissima mattinata d’ autunno. Con qualche rovescio, tanto atteso per irrorare i terreni e per riempire i bacini idrici che hanno sofferto la siccità dell’estate. Il decisionismo di Bandecchi ha trovato plaudenti gli alunni che hanno saltato un giorno di scuola non certo le famiglie o gli insegnanti. Critiche anche da parte dei presidi, in particolare di quella del’ ITT Allievi Sangallo, Cinzia Fabrizi, già assessore all’istruzione. La consigliera comunale ha fatto notare che provvedimenti del genere, «frettolosi e soprattutto non concordati con gli altri sindaci del territorio, in precedenza non si erano mai visti». «Bandecchi è stato l’unico sindaco della provincia e della regione ad aver sospeso le attività educative e didattiche. Probabilmente ha avuto informazioni diverse rispetto agli altri sindaci – ironizza la Fabrizi – oppure ha semplicemente deciso di applicare il principio di somma prudenza». La domanda che si fanno tutti, a questa punto, è: si andrà a scuola d’inverno, a Terni?


